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Palmeri: “Conte cosa molto più di Thiago Motta ma non è necessariamente vero che pretenda acquisti esosi”

Antonio Conte

Il giornalista Tancredi Palmeri analizza il dualismo che può nascere per la successione di Pioli nella prossima stagione.

Una parte della stampa sportiva italiana dà già per certo che Antonio Conte e Thiago Motta siano gli unici candidati per la panchina del Milan a partire dalla prossima stagione; Tancredi Palmeri su Sportitalia sottolinea che non tutta la dirigenza è compatta al momento su un solo nome. “Per Conte sono Moncada e Ibrahimovic a spingere, mentre Furlani – che poi vuol dire Cardinale – è della tendenza Thiago Motta. Assumere Conte vuol dire sborsare almeno il triplo dello stipendio destinato all’allenatore del Bologna, e in sede di mercato dover accettare investimenti importanti. Non è necessariamente vero che Conte pretenda acquisti esosi. In verità nella sua carriera questo è avvenuto dopo il primo anno di insediamento in un nuovo club, ovvero dopo aver già portato miglioramenti concreti se non addirittura vittorie. E dunque potendo pretendere il salto ulteriore promesso dalla specifica società al momento dell’assunzione”.

Thiago Motta
Thiago Motta

Le differenze

“Ma è ovviamente vero che a Conte il Milan dovrebbe garantire degli obiettivi specifici di mercato che invece Thiago Motta potrebbe solo limitarsi a indicare, chiaramente avendo un differente “potere d’acquisto” al tavolo di trattativa del proprio contratto. Per Furlani – portatore sano delle volontà di Cardinale – la policy del Milan non è cambiata: comprare per crescere, attraverso acquisti Under 30 milioni che possano essere venduti facendo molto utile. E ovviamente comprare campioni già pronti come vorrebbe Conte, andrebbe in differente direzione”.


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