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Ultime Milan: forse le distrazioni non sono il vero problema
Il Milan e il paradosso delle “piccole”: tre partite, sei gol subiti e una domanda che brucia.
Due gol subiti dalla Cremonese, due dal Pisa, due dal Parma: una costante che non può passare inosservata, soprattutto per una squadra come il Milan costruita per lottare ai vertici. A Parma la difesa ha vacillato come raramente accaduto, concedendo occasioni nitide e spazi enormi. Il risultato finale ha messo in luce un problema che non riguarda solo i numeri, ma l’atteggiamento. Tre gare, tre prestazioni troppo diverse per essere spiegate solo con le rotazioni o le assenze. In particolare, quella con il Parma ha lasciato un segno più profondo. Il Milan è sembrato scollegato, lento, vulnerabile mentalmente, incapace di gestire i momenti decisivi.
Allegri non ci sta: “Con le piccole serve più lucidità”
Il primo a non nascondere l’irritazione è stato Max Allegri, che dopo il match ha commentato con amarezza: «Con il Pisa bisognava chiudere la partita e non l’abbiamo chiusa, qui nel secondo tempo sapevamo che loro avrebbero fatto un forcing ma non abbiamo retto l’urto. Dobbiamo essere più sereni e tranquilli». Parole che riassumono il malessere di una squadra che contro le grandi trova concentrazione, contro le piccole si distrae. Il tecnico ha colto un aspetto mentale decisivo: il Milan mantiene un approccio diverso a seconda dell’avversario. Con la Roma o la Juventus, la tensione resta alta per 90 minuti; contro squadre di medio-bassa classifica, invece, manca la stessa fame. Un rischio enorme, perché la stagione si costruisce anche – e soprattutto – nei dettagli contro chi lotta per la salvezza.
Fisico in calo e errori individuali: Estupiñán nel mirino
A Parma è riaffiorato anche un dubbio di altra natura: la Gazzetta dello Sport si chiede se il Milan stia pagando la stanchezza. Fofana è parso meno brillante, Modric alterno. Allegri lo ha ammesso senza giri di parole: «Non abbiamo capito che c’era da fare battaglia per 15 minuti». E non mancano i casi dei singoli. Il tecnico non punta il dito, ma valuta correttivi: il ritorno di Tomori, previsto per il derby del 23 novembre, sarà una certezza preziosa. Allegri avrà due settimane per riflettere: non c’è tempo per rivoluzioni, ma per ritrovare equilibrio e compattezza sì. Il Milan, contro le grandi, ha dimostrato di poter essere solido.

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