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Milan e Inter in Serie B? La verità sul caso ultras e i reali rischi per i club

Il caso ultras è appena scoppiato e promette di seminare il panico. Un parallelismo con un caso analogo per fare luce su reali rischi che corrono Milan e Inter.
Nel calcio italiano, i riflettori sono spesso puntati non solo sulle prestazioni sportive ma anche sul comportamento di società e tifosi. Di recente, Inter e Milan si sono ritrovate sotto inchiesta per presunte violazioni che riguardano i rapporti tra le squadre e alcuni gruppi di ultras. Un caso che tocca non solo la giustizia ordinaria ma si estende anche a quella sportiva, mettendo in luce le regole ferree del Codice di Giustizia Sportiva e le possibili sanzioni.
Codice di Giustizia Sportiva: norme e sanzioni
Il Codice di Giustizia Sportiva, in particolare l’articolo 25, stabilisce norme precise riguardo i rapporti tra società sportive, tesserati e gruppi di sostenitori. È tassativamente vietato alle società fornire sostegno finanziario o altri benefici a gruppi di tifosi, a meno che non siano previsti da specifiche legislazioni. Analogamente, i tesserati devono evitare rapporti con esponenti o gruppi di sostenitori non ufficialmente riconosciuti dalla società, con severe penalità previste in caso di violazione.
Le possibili conseguenze per Inter e Milan
Il caso che vede coinvolte Inter e Milan è al vaglio del procuratore federale, con possibile esito in termini di sanzioni monetarie, dato il quadro normativo delineato. Sebbene la situazione sia tesa, a oggi sembra che le due squadre non debbano temere penalizzazioni in termini di punti in classifica, o addirittura la retrocessione, ma potrebbero affrontare significative multe economiche che variano da 10mila a 50mila euro, seguendo un filone già visto in precedenti episodi simili nel mondo del calcio italiano.
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Il precedente della Juventus
Un episodio simile coinvolse la Juventus nel 2017, portando a sanzioni pecuniarie per il presidente Andrea Agnelli e la società. All’epoca, la richiesta di inibizione e la multa imposta ad Agnelli, insieme alla sanzione economica alla Juventus e la chiusura di una parte dello stadio, posero un precedente importante per il calcio italiano, sottolineando la rigida applicazione delle norme del Codice di Giustizia Sportiva e le possibili conseguenze per le violazioni.
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