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Il Milan potrebbe sostituire Igli Tare con Tony D’Amico dopo la stagione
Riflessioni sul futuro della dirigenza del Milan: possibili cambiamenti e impatti sulla squadra dopo la conclusione della stagione in corso.
Il Milan si trova in una fase cruciale della stagione, con l’obiettivo di ottenere la qualificazione alla prossima Champions League. Le ultime due partite di campionato, contro Genoa e Cagliari, sono al centro dei pensieri dei rossoneri. Tuttavia, nonostante l’importanza del momento, si iniziano già a delineare scenari futuri riguardanti possibili cambiamenti nella dirigenza. Infatti, eventuali modifiche significative verranno prese in considerazione solo dopo il termine della stagione, quando tutti i membri del team, dal direttore sportivo Igli Tare agli altri dirigenti, saranno sotto esame per valutare il loro contributo alla squadra.
Possibile cambio al vertice: Igli Tare e la sua posizione in bilico
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il ruolo del direttore sportivo Igli Tare è al centro delle discussioni. Giunto al Milan un anno fa, Tare ha cercato di rafforzare la squadra portando figure di spicco come Luka Modric. Tuttavia, alcuni investimenti significativi, come quelli per Ardon Jashari e Christopher Nkunku, non hanno dato i risultati sperati. Questa situazione ha messo in dubbio il futuro del dirigente albanese, che potrebbe lasciare il club dopo una sola stagione. Tra i nomi che potrebbero sostituirlo, spicca quello di Tony D’Amico, attuale direttore sportivo dell’Atalanta. Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, ha recentemente dichiarato: “Ho un rapporto straordinario con lui, conosco molto bene quello che ha fatto in questi anni a Bergamo. Lo ringrazio e mi rendo conto che come capita per i giocatori anche lui possa essere corteggiato. Mancano ancora due partite, forse il nostro rapporto potrebbe anche concludersi, ma a livello di stima continuerà per sempre”.
Tony D’Amico: un profilo di successo tra risultati sportivi e sostenibilità finanziaria
Tony D’Amico si è distinto per le sue esperienze di successo sia all’Hellas Verona che all’Atalanta. Ha dimostrato di saper combinare vittorie sportive con una gestione economica oculata, creando grandi plusvalenze. Al Verona ha gestito operazioni redditizie come quelle di Kumbulla, Rrahmani e Amrabat. All’Atalanta, il suo lavoro ha portato giocatori di talento come Ederson, De Ketelaere, Scamacca, e Kolasinac. In particolare, l’acquisto e la successiva vendita di Retegui sono stati esempi di operazioni finanziarie di successo, con il giocatore acquistato per 20 milioni di euro e rivenduto a 65 milioni in Arabia Saudita. Questa capacità di generare plusvalenze è altamente apprezzata in via Aldo Rossi, lasciando intendere che il Milan potrebbe cogliere l’opportunità di arruolare D’Amico, se si aprisse una posizione nella dirigenza.