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Il Milan è senza allenatore, dirigenti e una chiara programmazione

La Curva Sud di Milano al secondo anello blu di San Siro, con bandiere e striscioni, mentre i tifosi sostengono la squadra durante un’importante partita.

Riflessioni sulla possibile trasformazione del Milan sotto la guida di un modello gestionale innovativo, tra prospettive di successo e timori di ridimensionamento.

Il Milan si trova in una situazione di stallo, con un’assenza significativa nelle posizioni chiave del club: manca un allenatore, un direttore sportivo, un direttore tecnico e un CEO. Questo vuoto decisionale sta generando incertezza tra i tifosi e preoccupazione per il futuro del club. La proprietà, rappresentata da Gerry Cardinale, sta adottando un approccio cauto, evitando decisioni affrettate in un momento cruciale per il futuro della società. Tuttavia, senza una chiara programmazione, il rischio di una stagione difficile è sempre più concreto, mentre le altre squadre di Serie A stanno già raccogliendo i frutti della loro pianificazione.

Il modello Rangnick: un’opportunità o un rischio per il Milan?

All’orizzonte si profila la possibilità di adottare il cosiddetto “modello Rangnick”, basato sulle idee innovative del tecnico tedesco Ralf Rangnick, attualmente selezionatore dell’Austria. Questo modello, ispirato al successo delle squadre Red Bull, promette di portare struttura, regole e autorevolezza al club, elementi di cui il Milan sembra attualmente privo. Nonostante il fascino di questo approccio, ci sono dubbi significativi sulla sua applicabilità a lungo termine per una squadra con la storia e le ambizioni del Milan. Rangnick è sotto pressione dalla federazione austriaca, che desidera mantenerlo almeno fino ai prossimi Europei, il che rende incerto il suo arrivo a Milano.

Le implicazioni del modello Red Bull per il Milan

Il modello Red Bull si distingue per un sistema organizzativo che funziona in modo impeccabile, dalla formazione giovanile alla prima squadra, con un focus sulla ricerca di talenti e un gioco offensivo e moderno. Questo metodo ha portato alla scoperta di molti talenti di alto livello come Haaland, Szoboszlai e Kimmich. Tuttavia, c’è il timore che, pur portando risultati, questo approccio possa trasformare il Milan in un club di passaggio piuttosto che una destinazione finale per i giocatori di elite. I tifosi sognano un ritorno alla grandezza europea, e adottare un modello che potrebbe limitare questa ambizione rappresenta un rischio di ridimensionamento per il club.


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