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“Maldini non lo volevo”, lo ha confessato in queste ore: la rivelazione clamorosa fa rumore e infiamma la piazza
“Maldini non lo volevo”, lo ha confessato in queste ore. La rivelazione sul grande capitano rossonero alimenta il dibattito.
Il Milan si trova in una situazione che definire delicata è riduttivo. Le decisioni che la società, con Furlani in prima linea, dovrà prendere nei prossimi giorni plasmeranno il futuro della squadra. Una prima scelta sembra ormai essere presa, con tanto di data ufficiale per il sì decisivo ai rossoneri. Ma non finisce qui, perché a catena potrebbe arrivare anche un’altra decisione altrettanto forte e risolutiva: quella riguardante la guida tecnica della squadra. La possibile nomina del nuovo allenatore, infatti, potrebbe segnare un cambiamento radicale, dando una nuova direzione al progetto rossonero.
Il nome del nuovo allenatore del Milan e la rivelazione su Maldini
La notizia è ormai trapelata, anche grazie alle informazioni svelate da Carlo Pellegatti, che ha “annunciato” il nome del nuovo allenatore del Milan, accompagnato da un retroscena destinato a far impazzire la piazza rossonera. In questo contesto frizzante e carico di aspettative, arriva anche una confessione su Maldini, che sicuramente alimenterà il dibattito tra i tifosi. Le sue parole potrebbero scuotere l’ambiente rossonero, suscitando reazioni contrastanti e dando vita a nuove discussioni sul futuro del club e sul ruolo dell’ex capitano nella nuova era del Milan. L’attesa è alta, e i tifosi sono pronti a reagire.
“Maldini non lo volevo”, lo ha confessato in queste ore
Fabio Capello, intervenuto alla televisione svizzera RSI durante il programma Larmandillo, ha ricordato i grandi campioni del Milan con cui ha vinto in Italia, Europa e nel mondo. Tuttavia, il suo passaggio su Paolo Maldini è decisamente forte e susciterà sicuramente discussioni. Capello ha dichiarato: “Maldini lo allenavo nella Primavera, Liedholm vide prima di me qualcosa in lui, io non ero d’accordo quando fu convocato in prima squadra. Nils pose le basi, la difesa a quattro la impostò lui al Milan. Nessuno lo ricorda mai. Tassotti-Maldini-Baresi-Galli: quella è stata la base di tutti i successi miei e di Sacchi”. Una rivelazione che mette in luce il contributo fondamentale di Liedholm nel plasmare il Milan, ma che, allo stesso tempo, potrebbe sollevare polemiche tra i tifosi e gli addetti ai lavori.

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