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Ultime Milan, perché Jashari ha convinto tutti con la Lazio
Il Milan ha perso contro la Lazio in Coppa Italia ma questa volta si può trovare una buona notizia anche in una sconfitta.
Il Milan esce dalla sfida di Roma con più domande che risposte, ma anche con una nuova certezza: Ardon Jashari ha iniziato a prendersi spazi centrali che pochi avrebbero immaginato solo qualche settimana fa. La Gazzetta dello Sport analizza ai raggi X la sua prestazione ricordando che il suo ingresso graduale nel progetto tecnico ha richiesto pazienza, lavoro silenzioso e un percorso non lineare. Ora però il suo nome torna con continuità nelle analisi post-gara, non solo per l’impatto fisico, ma per una maturità inattesa dopo mesi difficili. I compagni lo hanno cercato spesso, sintomo di fiducia crescente. Allegri ha apprezzato dopo aver espresso curiosità prima della partita. Il campo ha fornito una risposta chiara.
Numeri, sostanza e la chance costruita per Leao
La svolta della sua serata arriva poco dopo metà ripresa. Un’iniziativa di Jashari, una brillante verticalizzazione alta per Estupiñán, porta alla grossa occasione divorata da Leao: un’azione nata da un’intuizione del centrocampista svizzero, ormai stabilmente nel vivo del gioco. I dati completano il quadro: 80 passaggi positivi, solo sei sbagliati, due lanci utili tra cui quello che porta all’opportunità del portoghese, due contrasti vinti, altrettanti falli subiti e un totale di 92 palloni giocati. Una prestazione piena, costruita con ordine e personalità. Allegri ha ammesso: «A me non ha sorpreso. Ha fatto una buona partita, ha tenuto bene il campo». È rimasto in campo fino all’81’, poi il cambio con Modric.
Alla ricerca di maggior spazio possibile
Dopo il debutto da subentrato con la Cremonese, un brutto infortunio in allenamento ha frenato tutto. Il ritorno è arrivato 101 giorni dopo: per settimane Jashari ha lavorato a parte, ritrovarlo così brillante è stato uno dei pochi aspetti luminosi della serata dell’Olimpico. Con Fofana fuori, Allegri sta cercando nuovi equilibri: Jashari ha margini per ritagliarsi minuti importanti già a Torino. A 23 anni è il più giovane della zona nevralgica, un investimento da 34 milioni che il club considera strategico. In prospettiva, un centrocampo con Modric e Rabiot potrà offrirgli una guida di peso. Lui vuole ripagare attese e fiducia.

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