Se un calciatore, dopo la ripresa del campionato, dovesse risultare positivo, la Serie A non si fermerebbe ma andrebbe avanti regolarmente.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nel caso in cui, dopo la ripresa del campionato, un calciatore dovesse risultare positivo al Covid-19, il torneo non si fermerebbe ma andrebbe regolarmente avanti. La Serie A non può permettersi che tutto venga bloccato nuovamente, altrimenti non avrebbe senso neanche ripartire.

Anche perché, inutile girarci intorno, il mondo dovrà convivere con il Coronavirus ancora per diversi mesi. L’emergenza, infatti, non potrà essere azzerata nell’immediato (e neanche nel prossimo autunno), visto che il vaccino non è stato ancora trovato. Tornando alla Serie A, qualora si presentasse un nuovo caso, il giocatore positivo verrebbe immediatamente isolato, mentre per i compagni verrebbero aumentati i controlli per evitare nuovi contagi all’interno della rosa.

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Il calcio ripartirà e lo farà in sicurezza. Tra le ipotesi al vaglio, ad esempio, c’è quella di ripartire con una formula alternativa, una sorta di “mini Mondiale”, ovvero con partite disputate solo in tre-quattro città ritenute maggiormente sicure. Si è parlato di Firenze, Roma e Napoli come sedi delle gare, con presenza super limitata fino a un massimo di 240 persone (calciatori inclusi) e controlli antidoping a sorpresa effettuati regolarmente alla fine di ogni match.

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ultimo aggiornamento: 18-04-2020


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