L’ex terzino rossonero Serginho ha speso parole d’elogio per il centrocampista brasiliano, suo connazionale.

In occasione dei festeggiamento per il 120esimo anno del Milan, Serginho ha parlato ai microfoni di Sky Sport: “Ringrazio Dio per aver fatto una piccola parte di questa storia. Il gol con la Samp è stato uno dei più belli della generazione del nostro Milan, quella di Carlo Ancelotti”.

Nel corso dell’intervista, il brasiliano ha parlato anche della bella vittoria contro la Juventus nella finale di Champions, ma anche della delusione per la storica sconfitta con il Liverpool a Istanbul. Sui rigori di Manchester: “Era un momento molto particolare, soprattutto quando davanti hai un portiere come Buffon. Il primo rigorista ha la responsabilità più grande, perché poi tutti gli altri possono essere tranquillo se segni”.

Sulla Champions persa contro i Reds: “Quel giorno tutti credevano fosse la fine di una generazione vincente – ha affermato Serginho – quella giornata è stata la più brutta di questo club. Il calcio è una cosa bella, ha dato al Milan la possibilità di avere la rivincita, dimostrando di avere un gruppo d’esperienza e con veri uomini”.

Infine, una considerazione sul connazionale Lucas Paquetà: “L’ho visto giocare tante volte in Brasile. Io lo chiamo “il nuovo Messi”. Deve avere più tranquillità e deve crescere. Il calcio italiano è molto più difficile. Lui gioca come nel calcio a cinque, con il pallone sotto la suola. Ancora non ha fatto lo step per passare dal gioco brasiliano a quello italiano”.

ultimo aggiornamento: 17-12-2019


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