Rezza (Iss): "Ripresa calcio difficile. Non ci sono le condizioni"

Rezza (Iss): “Ripresa calcio difficile. Non ci sono condizioni per rischio zero”

Le parole dell’esponente dell’Iss, Giovanni Rezza: “Si gioca a porte chiuse, ma ci sono 22 giocatori in campo e almeno 200 persone che stanno intorno”.

Secondo il dottor Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, non ci sarebbero le condizioni per riprendere i campionati. “Far ripartire il calcio è una decisione difficile – ha dichiarato a Rainews.it – non mi sembra che ci siano le condizioni per il rischio zero. Il distanziamento sociale mi sembra scarsamente applicabile. Dal punto di vista tecnico il calcio implica il contatto diretto e quindi controlli molto stretti su un numero di persone molto ampi. L’assunto è che si gioca a porte chiuse, ma ci sono 22 giocatori in campo e ci sono almeno 200 persone che stanno intorno. I controlli da fare dovrebbero essere a cadenze molte strette”.

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Le opinioni degli esperti continuano a essere contrastanti. Se da una parte, infatti, l’esponente dell’Iss si è detto contrario alla ripresa del calcio, dall’altra Francesco Vaia, direttore sanitario dello “Spallanzani” nonché uno dei massimi esperti di epidemiologia, ha dato parere positivo: “Sono favorevole alla ripresa degli allenamenti – ha affermato al Corriere dello Sport – ma solo se la consideriamo all’interno di un percorso di svezzamento che riguarda l’intero Paese. Dobbiamo riaprire l’Italia, questo è certo, rispettando due parametri: il buonsenso e l’esperienza tecnico-scientifica, che devono camminare insieme”.

Aggiornato il: 25-04-2020