Pioli-Milan, addio a giugno: Gazidis lo stima ma vuole Rangnick

Controsenso Gazidis: stima Pioli ma vuole Rangnick

L’allenatore milanista, Stefano Pioli, porterà a termine il suo lavoro, poi in estate lascerà la panchina al manager tedesco.

La stima c’è, ma non basta. Comunque vada, il futuro di Stefano Pioli sembra ormai segnato. Come riporta il Corriere della Sera, Ivan Gazidis apprezza molto l’attuale tecnico rossonero e il lavoro svolto in questi mesi, ma l’amministratore delegato e i suoi più stretti collaboratori – Hendrik Almstadt e Geoffrey Moncada – hanno già scelto di puntare su Ralf Rangnick, il quale, oltre all’italiano, sta studiando lo staff e il Milan che verrà.

Ralf Rangnick
Ralf Rangnick

A fine stagione, dunque, a meno di clamorose sorprese, Pioli lascerà la panchina milanista per fare posto al tedesco ex Lipsia, il quale dovrebbe ricoprire un doppio incarico: allenatore e direttore sportivo. Intervistato da Tuttosport, Vincenzo Guerini, ex mister e dirigente della Fiorentina, ha esternato le sue perplessità sul possibile ruolo di Rangnick: “Non la vedo facile – ha dichiarato – fra i due incarichi c’è una bella differenza: l’allenatore è un uomo solo, il dirigente no. L’allenatore paga sempre per primo gli errori di tutti; il dirigente invece nove volte su dieci riesce sempre a salvarsi e a salvaguardarsi o comunque anche in caso di errori riesce sempre a concludere una stagione. Non lo sostengo io, è la storia che lo dice. Nel caso di Rangnick, pio, parliamo di un tecnico straniero al debutto in Italia, oltretutto non giovanissimo. Ebbene, il nostro calcio è una “brutta bestia”, molto ma molto diverso da quello di altri Paesi. È un calcio che tritura pure chi è mentalmente forte, dove se perdi tre gare già cominciano a parlare di esonero. Va detto poi che questo Milan mi sembra ancora in fase di assestamento, una situazione la cui durata è difficile adesso da quantificare”.

Aggiornato il: 05-03-2020