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Paulo Fonseca viene seguito dalla squadra? Le colpe di questo brutto Milan non sono solo sue..
Gli episodi di Firenze fanno il paio con quelli dell’Olimpico contro la Lazio. La squadra non sembra seguire il tecnico che di sicuro non è l’unico colpevole
Nel cuore della notte di Firenze, il Milan guidato da Paulo Fonseca si è, arreso per 2-1 alla Fiorentina, al timone della quale siede Raffaele Palladino. Un match che resterà impresso nella memoria dei tifosi per i suoi momenti di pura teatralità, tra cui spiccano ben tre rigori neutralizzati ed una serie di occasioni mancate che avrebbero potuto cambiare le sorti della partita. Questo incontro ha messo in luce non solo le individualità in campo ma ha anche sollevato dubbi sulla solidità della guida tecnica del Milan.
Migliori e peggiori
Non tutti i giorni si assiste a un match in cui tre rigori vengono parati. I protagonisti di questa impresa sono stati i portieri David De Gea per il Milan e Mike Maignan per la Fiorentina, che hanno neutralizzato i tentativi di Moise Kean, Theo Hernández e Tammy Abraham. Un duello fra i pali che ha contribuito a rendere il match un vero ottovolante emotivo per i tifosi presenti.
In un Milan che gira a correnti alterne da inizio stagione si nota come ieri sera la sconfitta sia arrivata per l’ennesimo grossolano errore tecnico di un Fikayo Tomori ormai irriconoscibile. Tanti errori individuali con quei rigori mal calciati a svettare. Le prestazioni di Tomori ed Hernandez sono state disastrose; abbondantemente sottotono quelle di Emerson Royal e Morata mentre Fofana e Pulisic sono stati i migliori tra i rossoneri. Poteva essere anche sufficente quello visto in campo per il Milan perlomeno per tenere un match combattuto sul pareggio e tentare la zampata nel finale se Tomori non avesse nuovamente inguaiato il Milan.

Quante colpe ha Fonseca?
Quali sono quindi le colpe di Fonseca? L’insicurezza nei cambi ad esempio. Dopo Leverkusen il portoghese effettua nuovamente solo due cambi (Okafor e Chukwueze). Ma forse la colpa più grande è non avere in mano la squadra. La querelle sui rigoristi è li a dimostrarlo. La scena con Theo e Leao a bordocampo nel 2-2 dell’Olimpico contro la Lazio forse era stata profetica. Gli undici in campo non si rivedono in Paulo Fonseca e, che lui ne abbia le colpe o meno, senza il rispetto e le idee condivise tra squadra ed allenatore non si va da nessuna parte. Nemmeno verso quella zona Champions League, obbiettivo minimo di questo Milan.
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