Nesta ricorda la finale di Manchester: "La posta in palio era altissima"

Nesta ricorda la finale di Manchester: “La posta in palio era altissima”

L’ex campione rossonero ricorda lo storico successo in Champions contro la Juventus: “preferivo giocare la finale contro una squadra straniera”.

Intervistato dai canali ufficiali del Milan, l’ex difensore rossonero, Alessandro Nesta, ha parlato della storica vittoria in Champions League a Manchester nel 2003. “Io preferivo giocare la finale contro una squadra straniera – ha dichiarato – perché non sai come va a finire e se perdi con un’italiana è più dura. La posta in palio era altissima: oltre alla coppa c’era l’onore. C’erano due squadre della stessa nazione che si giocavano quella competizione. Siamo arrivati al campo tesi, sia noi che loro. Abbiamo concesso meno spettacolo entrambi rispetto ad altre partite”.

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“Loro erano forti – ha affermato in merito alla Juventus allenata da Marcello Lippiin quel periodo correvamo tanto. Gattuso andava a duemila, anche nei supplementari, nonostante avessimo Roque Junior in campo stirato che non poteva correre. Era dura giocare anche contro di noi. Al momento dei rigori tanta gente non se l’è sentita. D’istinto mi son sentito di dire che l’avrei battuto, convinto che Ancelotti mi dicesse: “Ma che batti tu? Ma chi te lo fa battere”. E invece mi ha dato l’ok. Ho visto che intorno a me c’erano tanti giocatori forti e ho pensato: “Ma se sbaglio io, che me frega? (ride, ndr)”. Avevano sbagliato Trezeguet e Zalayeta, sono andato con un po’ d’incoscienza sul dischetto. Battere un rigore e segnarlo in finale di Champions League è anche una dimostrazione a te stesso che sei forte e che hai carattere”.

Dopo il gol di Shevchenko si è scatenata la festa rossonera: “Abbiamo fatto il torello, fuori da Manchester, in un campo da golf con tutti i ragazzi, anche quelli della cucina. Sono momenti che legano le persone, quando oggi rivedo i miei compagni di squadra ancora abbiamo quell’emozione e quel rispetto che avevamo. Il legame sarà per sempre, abbiamo vissuto cose stupende insieme. Il ritorno a Milano è stato bellissimo, siamo andati in piazza del Duomo ed era pieno di gente. C’era grande entusiasmo”.

Aggiornato il: 28-05-2020