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Morata non è l’erede di Giroud! La differenza che pesa come un macigno
E’ tempo di bilanci e raffronti in casa Milan. Morata non vale Giroud, o per lo meno non in un dettaglio che potrebbe pesare molto.
Nell’orbita del calcio internazionale, sorgono spesso figure che trascendono il proprio ruolo sul campo, diventando faro e guida per le squadre di cui fanno parte. Questo è il caso di Alvaro Morata al Milan, un giocatore la cui influenza si estende oltre le semplici prestazioni atletiche, assumendo un ruolo centrale non solo nel gioco ma anche nella coesione e nella mentalità squadra.
La sua esperienza nei campi europei più prestigiosi si riflette ora nella squadra rossonera, evidenziando cosa sia necessario per elevare il gruppo a nuovi traguardi. Il suo approdo al Milan però non è riuscito a cancellare l’assenza di un altro grande bomber: Olivier Giroud. Tra i due pesa un’enorme differenza.
Il punto in comune con Giroud
Morata, con un passato in club del calibro di Real Madrid, Chelsea e Atlético Madrid, e con la fascia di capitano della nazionale spagnola, porta con sé un bagaglio di esperienze non indifferente. La sua leadership naturale è stata immediatamente evidente fin dai primi allenamenti con la maglia del Milan, un club alla ricerca della propria identità perduta e della gloria dei tempi passati. Il Milan, una squadra con una età media relativamente giovane, si è trovato recentemente a corto di figure leader capaci di tracciare la rotta. Nonostante la presenza di talenti innegabili come Maignan, Theo Hernandez, Leao e Tomori, la squadra ha mostrato lacune in termini di mentalità e carattere, come sottolineato da Morata stesso dopo un pareggio in campionato. L’invito dell’attaccante a fare “un passo in più mentalmente” sembra esprimere una necessità urgente di rinnovata determinazione e coesione interna.
La differenza con Giroud
L’arrivo di Morata ha apportato nuove dinamiche nel gruppo, soprattutto per quanto riguarda la coesione e lo spirito di sacrificio. Nonostante le sue abilità sotto rete non abbiano ancora totalmente rispecchiato quelle del predecessore Olivier Giroud, lo spagnolo infatti ha prodotto un gol ogni 196 minuti, mettendo a referto due reti in sette partite. Il nuovo modulo in cui è impiegato da Fonseca certamente non aiuta ma, quel che è certo, è che l’apporto dello spagnolo in zona rete pesa come un macigno, sia in bene che in male.

Svolta tattica
Il Milan, quindi, si trova a un bivio dove il ruolo di Morata potrebbe rappresentare la chiave per sbloccare il potenziale offensivo della squadra. La sua leadership indiscussa, se correttamente valorizzata anche sotto il profilo tattico, potrebbe infatti trasformarsi in quel valore aggiunto necessario per rilanciare il Milan non solo come gruppo affiatato, ma come macchina da goal efficace e temibile. La sfida per l’allenatore Paulo Fonseca sarà quella di trovare il giusto equilibrio, permettendo a Morata di esprimere pienamente il suo potenziale, per il bene della squadra e la gioia dei tifosi rossoneri.
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