“Non era semplice, ma facemmo un lavoro egregio per il club”, ha dichiarato l’ex d.s. Morabelli, rivendicando il suo operato nel Milan.

L’ex direttore sportivo rossonero, Massimiliano Mirabelli, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Tuttosport, nel corso della quale ha parlato tanto del Milan. “Nessuna delle due squadre vorrà snobbare la partita di Coppa – ha dichiarato in merito al match di questa sera – ma di sicuro hanno pensieri ben più importanti in testa. Il Milan lo scudetto e il Toro la salvezza. E poi saranno imbottite di seconde linee. Sarà veramente tutta un’altra gara rispetto a quella di campionato. E quindi potrà succedere di tutto”. 

Mirabelli ha parlato anche di Andrea Belotti e del suo tentativo di portarlo proprio al Milan: “Certo che volevo il Gallo! Arrivava da quel campionato super, con 26 gol. Davanti a un giovane bomber già così bravo era impossibile rimanere con le mani in mano. Ci fu un po’ di normale braccio di ferro tra i club, ma poi fummo costretti a fermarci davanti alle cifre che giravano: non troppo dissimili dalla clausola rescissoria per l’estero da 100 milioni. Lui e Immobile sono i migliori attaccanti italiani. È assolutamente ovvio che i grandi club pensino al Gallo. In Italia come all’estero. Un giocatore come lui, che vale tantissimo a livello di prezzo, lo vedrei molto bene anche in Inghilterra. Se poi Belotti venisse davvero ceduto al Milan, mi scapperebbe un sorriso. Sarebbero confermate alla perfezione le mie proiezioni del 2017. Però adesso è molto più facile puntare sul Gallo”. 

Ibrahimovic
Nella foto: Zlatan Ibrahimovic

Una considerazione anche sul ritorno al Milan di Ibrahimovic: “Ibra era e sarà sempre un campione, difatti dissi che avrebbe anche potuto segnare 15 gol in mezza stagione. Però un club ambizioso come il Milan non può dipendere da un solo giocatore vicino ai 40 anni. Ibra va considerato come una fantastica super ciliegina, non può più essere una colonna per tutta la stagione. Se vuoi riconquistare l’Italia e tornare a giocartela in Champions, non bisogna appoggiare la croce sulle spalle di un solo giocatore di quell’età. Che poi possa essere una colonna dello spogliatoio, questo sì, nessun dubbio. Ma nel prossimo futuro lo vedo più come un Altafini dei tempi del Napoli, capace di farti vincere le partite entrando nella ripresa. Il problema è che lui vuole sempre giocarle tutte”.

Infine, Mirabelli ha parlato anche del rinnovo di Donnarumma: “Prima di tutto diciamo che non viene mai messo abbastanza in risalto il fatto che noi salvammo un enorme patrimonio del Milan, rinnovando i contratti ai vari Donnarumma, Calabria, Romagnoli, Gabbia. Quando arrivammo, trovammo tantissimi contratti in scadenza. Non era semplice, ma facemmo un lavoro egregio per il club. Con noi stava nascendo un bel Milan, verde e forte. La base l’abbiamo creata noi. Penso a tanti giocatori, ma come detto anche al patrimonio del club. Infatti se oggi la squadra è ai vertici, un buon 50% deriva dal nostro lavoro. Spero che Donnarumma resti, come Calhanoglu, ma da tempo il coltello dalla parte del manico ce l’ha lui: e già a febbraio potrebbe firmare per un altro club. Inoltre Raiola è un osso molto duro. Mi lasciano stupito i tempi: ammesso che si trovi un accordo, rinnovare il contratto a così pochi mesi dalla scadenza costerà sicuramente carissimo. Io arrivai al prolungamento ben prima. Il Milan di oggi, invece, ha aspettato tanto. Troppo”. 

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ultimo aggiornamento: 12-01-2021


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