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Milan, Sabatini su Conte: “Spot promozionale ma nessuno lo vuole…”
Sandro Sabatini ha commentato le recenti dichiarazioni del vice allenatore di Conte, valutandole uno spot promozionale.
Nemmeno un mago riuscirebbe a predire oggi, con assoluta certezza, chi siederà sulla panchina del Milan. I nomi non mancano, le alternative nemmeno. C’è però un nome, più di altri, che farebbe sognare i tifosi rossoneri: Antonio Conte. Il suo profilo autorevole e il suo curriculum suggeriscono infatti ampie possibilità di vincere, in tempi ristretti. Nel corso della giornata di ieri è circolata la notizia di un incontro imminente tra i vertici rossoneri e l’ex ct della Nazionale, alla quale ha dato eco anche il vice allenatore del salentino Stellini. Sandro Sabatini, ai microfoni di Telelombardia, ha fatto il punto della situazione offrendo un punto di vista e di analisi decisamente originale.

Spot promozionale
Sandro Sabatini ha interpretato in modo criptico le dichiarazioni di Stellini, il vice di Antonio Conte. Ha infatti affermato che ” è sembrato uno spot promozionale per la panchina del Milan, del Napoli o perfino della Juventus, anziché il resoconto ammirevole di un componente dello staff”. Ha poi aggiunto che “la verità è che Antonio Conte si trova nell’insolita situazione di essere liberissimo ma senza offertissime. Si insinua che Conte chiederebbe troppo. Troppo? Mah… Un triennale da 7/8 milioni è in linea con il suo cv. Si dice che vorrebbe “carta bianca” sul mercato. Un altro “mah…”, perché ormai quasi tutti gli allenatori sono abbastanza legati a un paio di mediatori e manager influenti (oltreché bene accetti dai presidenti). Si aggiunge che pretenderebbe un budget smisurato per le possibilità del club. E sarà anche vero, come testimonia il suo passato, ma da qualche anno perfino Antonio Conte recita calcio sostenibile come primo comandamento“.
Nessuno vuole Conte
Il giornalista ha poi analizzato le ragioni per cui un allenatore vincente e di successo non trovi immediatamente collocazione in una nuova squadra. A tal proposito ha sostenuto che “la sensazione è che nessuno voglia Conte perché se vince è merito suo, se non vince è colpa della società. In altre parole: l’allenatore piace, la persona anche, il personaggio no“.
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