Pioli-Milan, non tutto è andato bene: pro e contro della sua gestione

Milan, i pro e contro della gestione Pioli

Ha valorizzato molti giocatori e dato un’identità alla squadra, ma ha perso tutti i big match e ha messo da parte Paquetà: ecco il bilancio della gestione Pioli.

Stefano Pioli – in attesa del verdetto finale – ha svolto, fin qui, un buon lavoro sulla panchina del Milan. E i dirigenti rossoneri sono sinceri quando dicono di essere soddisfatti. Sono tanti gli aspetti positivi, ma non mancano le “magagne”. La Gazzetta dello Sport ha analizzato i pro e contro della gestione Pioli, partendo dalle note liete.

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L’allenatore emiliano ha saputo valorizzare i giocatori arrivati nel corso del mercato estivo. Ante Rebic, autentico oggetto misterioso per tutta la prima parte della stagione, è finalmente “esploso” con Pioli, mentre Theo Hernandez si è affermato sull’esterno diventando un pilastro della squadra rossonera; anche Bennacer, prima oscurato da… Biglia, si è preso la mediana milanista. Ma non solo: Pioli ha dato una precisa identità tattica al Milan, puntando su un modulo, il 4-2-3-1, adatto alle caratteristiche dei calciatori presenti in rosa, e blindando la difesa.

Ma non tutto, come detto, è andato per il verso giusto. Il bilancio contro le big del campionato, ad esempio, è pessimo: Pioli ha perso contro Roma, Lazio, Juve e Atalanta, faticando spesso in fase realizzativa. Il tecnico milanista ha esaltato le qualità di molti singoli, ma non è riuscito a fare altrettanto con Lucas Paquetà, costoso talento finito ai margini del suo progetto.

Aggiornato il: 21-06-2020