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Milan, l’ex rossonero attacca: “Manca spirito”
L’ex centrocampista ha detto la sua opinione sull’eliminazione in Champions League dei rossoneri
Verosimilmente, il Milan non avrebbe mai potuto vincere la Champions League, ma nessuno si aspettava un’uscita di scena dei rossoneri così prematura. Considerando il girone disputato prima della nefasta trasferta di Zagabria, il Milan aveva raccolto 5 vittorie e 2 sconfitte contro Liverpool e Bayer Leverkusen. Con questo ruolino di marcia, il Diavolo si era guadagnato la possibilità di andare direttamente agli ottavi, ma in Croazia è crollato inspiegabilmente. Lo spareggio con il Feyenoord vedeva sensibilmente favorita la squadra di Conceiçao, ma anche in questo caso è arrivata una delusione.
Cosa è mancato al Milan in Champions?
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Chicco Evani ha parlato del doloroso fallimento della squadra rossonera. L’ex centrocampista, che di Europa se ne intende (due Champions e due Supercoppe UEFA in bacheca), ha dichiarato che ai rossoneri è mancata fortuna negli episodi chiave del doppio confronto. In campo internazionale, ogni errore viene pagato a caro prezzo e, il gol subito da Maignan all’andata sommato all’espulsione di Theo al ritorno, sono regali troppo importanti per non essere eliminati. Proprio dell’ingenuità del terzino ha parlato Evani, considerando il primo giallo ancora più grave del secondo perchè arrivato in un momento favorevole dei rossoneri e causato da un nervosismo inspiegabile.
La qualità c’è, lo spirito ancora no
Continuando nella sua intervista, Evani ha sottolineato uno dei problemi del Milan dell’ultimo mese: troppi cartellini rossi. I rossoneri non hanno pagato dazio contro l’Empoli, ma le espulsioni di Musah a Zagabria e di Hernandez nel playoff hanno segnato pesantemente il percorso europeo. L’ex centrocampista rimarca il fatto che la qualità non manchi alla rosa per fare meglio, ma aggiunge: “È evidente che ci sia poca serenità, alla squadra manca lo spirito giusto”. L’ex vice allenatore della nazionale conclude il suo intervento dicendo che ora sta a Conceiçao creare l’amalgama giusta: senza la Champions, avrà tutto il tempo per creare i meccanismi che vuole durante gli allenamenti settimanali. Se non dovesse arrivare il quarto posto, sarebbe un fallimento grave, visti gli investimenti fatti a gennaio.

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