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Milan, la Coppa Italia non basterebbe: senza quarto posto le strade si separeranno
Dopo il mancato raggiungimento degli ottavi di Champions League, la società esige il quarto posto: senza piazzamento nell’Europa che conta, sarà rivoluzione
Il colpo di testa di Carranza che ha eliminato il Diavolo dalla “sua” competizione ha messo in discussione tutti i componenti dell’ambiente rossonero. Il primo nome sulla lista dei colpevoli è Theo Hernandez, arrivato al punto più basso della sua esperienza rossonera e con le valigie in mano per la prossima estate. Il terzino francese, però, non è l’unico uomo sotto la lente d’ingrandimento di una società tutt’altro che soddisfatta, soprattutto per i mancati ricavi derivanti dal passaggio del turno (gli 11 milioni dalla UEFA sommati a quelli del botteghino).
Riflessioni anche sulla guida tecnica
Sergio Conceiçao ha approcciato in maniera folgorante: vittoria sulla Juve e sull’Inter in rimonta e Supercoppa conquistata in Arabia Saudita. Il trofeo sembrava la svolta per la stagione rossonera, ma la squadra non è riuscita a trovare continuità nemmeno sotto la guida tecnica dell’ex Porto ed è uscita in maniera rovinosa dalla Champions League. L’allenatore ha un contratto fino al 2026 ma, quando ha messo la sua firma, era a conoscenza della clausola che permette al club di separarsi già quest’estate. Conceiçao sta facendo bene in campionato, con 14 punti conquistati nelle ultime 7 partite come Inter e Juventus, un punto in meno rispetto al Napoli capolista, ma la debacle europea pesa tanto.
Per salvare la stagione serve il piazzamento Champions
La proprietà è stata chiara: per raddrizzare questa annata non basterebbe vincere la Coppa Italia (trofeo che manca dal 2003), serve almeno il quarto posto; inutile ribadire l’importanza dell’ingresso in Champions League per il prestigio e, soprattutto, per le casse societarie. In caso di mancato raggiungimento dell’ultimo posto disponibile per l’Europa che conta, la clausola del contratto di Conceiçao verrà esercitata e il Diavolo cercherà un altro allenatore, ricominciando tutto da zero. Il tecnico portoghese ha poco più di tre mesi per salvare la sua panchina: non sarà un compito facile.

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