Rinnovi, progetto, ambizioni: l’a.d. rossonero Ivan Gazidis, intervistato dalla Gazzetta, ha parlato del Milan a 360°.

L’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue dichiarazioni.

Sul fondo Elliott: “L’obiettivo è portare orgoglio ai tifosi, ma per far credere loro i primi a crederci dobbiamo essere noi. Paul Singer è un tifoso. Ma è una proprietà diversa da quelle che hanno caratterizzato alcuni club italiani in passato. Posso dire che, così come non c’è un cronoprogramma in termini di obiettivi, Elliott non si pone limiti temporali in merito alla sua gestione del club. Per quanto riguarda Gordon Singer, anche lui è un esperto e appassionato di calcio, e segue il Milan attentamente: sovente mi manda dei messaggi durante le partite per commentarle, ma non mi chiamerà mai per dire “voglio che cambi l’allenatore” oppure che “un giocatore non sta andando bene”. Ciò in cui crede la proprietà è un progetto serio, con una strategia chiara, che possa riportare il club ad alti livelli, e non nella passione senza controllo. Il Milan non è solo una squadra di calcio: è una importante comunità globale, che parte da Milano. È una istituzione per il Paese e per il mondo. Abbiamo una grande responsabilità, e anche la proprietà ne è pienamente consapevole. Ve lo dice uno che ormai si sente non solo italiano, ma molto milanese…”.

Su Poalo Maldini: “Rappresenta la storia del club, ma non è questa la ragione per cui credo in lui. Io credo in lui perché è persona che guarda avanti, abbraccia nuove cose, lavora con umiltà e passione ma anche intelligenza. È una cosa che ho visto subito, appena arrivato. Maldini è il punto di riferimento di un settore che lavorano nel modo giusto in tutte le sue componenti, con Paolo come punto di riferimento”.

Su Stefano Pioli: “È un uomo di una profondità straordinaria. È arrivato in un momento complicato, aveva davanti una sfida complicata. Ciò che mi ha impressionato è che fa le cose in modo semplice, fa sembrare tutto facile, anche quando non lo è. È stato bravo a non dare peso a ciò che gli stava intorno, e in effetti la soluzione giusta ce l’avevamo sotto il naso. Quando abbiamo capito che lui poteva concretizzare la nostra visione, andare avanti con lui è stata la cosa più normale. Apprezzo molto il suo modo di lavorare e come si pone fuori dal campo, lo stile è importante. La verità è che anche quando ci siamo trovati in momenti difficili, vedevo una luce nel gioco della squadra e in nessun momento né io, né Maldini e né Massara abbiamo pensato che tutto fosse finito. C’era qualcosa che ci dava speranza. Il nostro adesso è un calcio progressista, innovativo, applicato con coraggio e serietà”.

Ibrahimovic e Pioli
Nella foto: Ibrahimovic e Pioli

Sugli obiettivi: “Non vogliamo imporre un obiettivo fisso di classifica – ha affermato Gazidis – perché non è così semplice. Le cose non sono così nette, sono valutazioni complessive. Per noi è più importante vedere il progresso verso l’obiettivo, che è darci un futuro all’altezza. Mercato? Questa squadra è un organismo delicato, con tanti ingredienti, c’è un equilibrio abbastanza magico da preservare. Le scelte devono essere coerenti. Occorre pescare le persone giuste e non prendere qualcuno tanto per farlo. Maldini è sensibile e intelligente, quindi sa mantenere gli equilibri”.

Sul futuro di Ibrahimovic: “Del rinnovo non abbiamo ancora parlato. Sarà una decisione non solo del club, ma anche sua. È una persona speciale con motivazioni straordinarie e di grande intelligenza. Questa combinazione gli dà una grande forza in tutto ciò che fa. Ci avevamo già provato a gennaio 2019, ma ci aveva detto no perché la storia col Galaxy non era finita. Ibra fa migliorare il gruppo perché ti sfida a dare di più, e questa sfida l’accettano tutti, giocatori e club. A questo livello trovare un 5% in più dentro di sé, fa la differenza”.

Sui rinnovi di Donnarumma e Calhanoglu:Le discussioni procedono. E poi non c’è nessun dubbio sulla loro professionalità, e questo è importante. Percepisco un ambiente molto positivo. Però vorrei fare una precisazione importante. La nostra è una storia collettiva, non del singolo. Quando i giocatori cantano Pioli “is on fire”, il coro non è realmente su Pioli, ma pensano al collettivo. In questa squadra ognuno lotta per l’altro, quando uno fa un errore c’è un grande supporto. Se mi chiedete il segreto della squadra, è questo. Difficile parlare sono di individualità. Si parla spesso di Ibra, okay, ma ognuno ha una storia bella e divertente da offrire. L’assenza di Zlatan ha rafforzato la squadra. E poi anche la squadra ha dato qualcosa a lui”.

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ultimo aggiornamento: 27-12-2020


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