Aggrappati a Zlatan: quando lo svedese non c’è o cala fisicamente, il Milan sparisce dal campo. Pioli deve trovare una soluzione.

L’Ibra-dipendenza non fa male, non è certo nociva (al contrario). Ma può essere un limite. Soprattutto per questo Milan, che non ha altre alternative valide allo svedese. E quando Zlatan non c’è (come contro il Verona) o quando cala fisicamente (come nel secondo tempo del derby), la squadra automaticamente perde la bussola.

Stefano Pioli derby Milan

Insomma, l’effetto Ibra esiste. Ma il campionissimo di Malmö, da solo, non può bastare. Come riporta il Corriere della Sera, era evidente fin dall’inizio che il ritorno di Ibrahimovic avrebbe dato una mano al Milan (e così in effetti è stato) ma non avrebbe risolto tutti i problemi di una squadra senza carattere e povera di qualità. Con le prime cinque della classe, ad esempio, sono arrivate solo sconfitte: questo significa che i rossoneri – con o senza Zlatan – oltre una certa altezza i rossoneri svaniscono. Sempre e comunque.

Con il suo talento e la sua leadership, Ibra proverà a prendere per mano questa squadra da qui a maggio. Ma non ci si può aggrappare sempre e solo a lui. Pioli ha l’obbligo di trovare un’alternativa concreta. Perché se è vero che l’Ibra-dipendenza è un valore aggiunto è altrettanto vero che, al momento, è anche il tallone d’Achille del Milan.

TAG:
Pioli Zlatan Ibrahimovic

ultimo aggiornamento: 11-02-2020


Pioli in bilico, il Milan pensa a un big della panchina

Milan, Allegri suggestione per la panchina