Ecco quanto dichiarato dal calciatore rossonero, Zlatan Ibrahimovic, nel corso di una recente intervista.

Il calciatore rossonero, Zlatan Ibrahimovic, è stato di recente intervistato in esclusiva dalla BBC.

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Per l’occasione l’attaccante svedese ha dichiarato: “Continuerò a giocare finché potrò continuare a fare quello che sto facendo ora. Devo solo mantenere una buona condizione fisica, poi il resto si risolverà da solo”.

Soffermandosi sullo stato di forma del Milan ha affermato: “Siamo in una forma incredibile, stiamo facendo davvero bene. Ma non abbiamo ancora vinto nulla, questo dobbiamo tenerlo bene a mente”. Per poi aggiungere: “La prima volta che sono arrivato qui sono entrato in un club che lottava per vincere lo scudetto, quando sono tornato è stato per riportare il Milan dove appartiene, al top. È una sfida differente ma è una sfida che mi piace, perché quando gli altri dicono che è troppo difficile, che è quasi impossibile, ecco che io entro in gioco. Queste cose mi fanno sentire vivo. Se riesco ad avere successo e se sono in grado di fare quello che penso di poter fare, il feedback è fantastico, la sensazione è incredibile perché è un risultato più grande che arrivare in un top team che è già al top. Sono molto motivato”.

In merito all’infortunio del 2017: “Dopo l’infortunio mi sono detto che finché avessi potuto giocare a calcio allora avrei continuato a farlo. Ma quando sei a questi livelli importa solo il tuo rendimento. Se giochi bene, se porti risultati allora sei ancora ad un livello top. Ma appena non riesci più a fare la differenza allora ci sarà qualcuno pronto a sostituirti. Mi piace questa pressione perché non voglio essere qui per quello che ho fatto in passato, io sono qui per quello che faccio ora; è questa la pressione che mi metto addosso. Qualsiasi cosa abbia fatto prima non importa, ogni giorno devo dimostrare chi sono. Ecco perché ogni giorno tiro fuori il meglio da me stesso. Continuerò a giocare finché potrò continuare a fare quello che sto facendo ora”.

Ha quindi proseguito: “Ho tanta esperienza, il gol non è mai stato un problema, continuo ad andare avanti. Non sono lo stesso giocatore che ero cinque anni fa e non sono lo stesso giocatore che ero dieci anni fa, tutti quanti cambiamo dal punto di vista fisico. Sono onesto nel dire che non corro come correvo prima, ora lo faccio in modo più intelligente. Il motivo per cui dico che la Serie A è il campionato più difficile per un attaccante è che è davvero molto tecnico, e in Italia la filosofia è quella di non subire gol piuttosto che farne uno in più. Mi sento come se qui avessi vissuto diverse generazioni. Ho giocato contro Paolo Maldini e ora suo figlio Daniel è un mio compagno di squadra. Magari potrò giocare anche con il figlio di Daniel, sarebbe un miracolo”.

Covid?: “È stata più una sfida dal punto di vista mentale piuttosto che dal punto di vista fisico”.

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ultimo aggiornamento: 11-12-2020


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