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Milan: Gimenez-Day. Le parole del nuovo centravanti rossonero
Il messicano si presenta con a fianco Zlatan Ibrahimovic. Dopo 65 reti in poco più di due anni col Feyenoord ci sono grandi aspettative nei suoi confronti. Ecco le sue parole.
Le emozioni di questo passaggio al Milan:
“Uno dei miei sogni principali sin da bambino era giocare in Europa e l’ho avverato. E ora che sono in Europa ho voluto giocare in un grande club e voglio lasciare la mia impronta“.
Come stai fisicamente? Sei disponibile per la Roma?
“Effettivamente ho avuto un piccolo infortunio nell’ultima partita, ma adesso sono prontissimo“.
Il dietro le quinte del trasferimento
“Per prima cosa anche se mi stavano seguendo dal mercato scorso ho cercato di concentrarmi sul gioco. La famiglia e il gruppo dietro di me ha fatto che sia possibile. Sono un uomo di fede e ho lasciato che tutto fosse lasciato nelle mani di Dio“.
La tua sensazione da fuori del Milan? Quanti gol pensi di poter segnare?
“Posso promettere che farò tutto il possibile. Non credo nell’individualismo ma nel gioco di squadra. Questa è una squadra competitiva che può vincere tanto. Non prometto un numero X di gol ma farò il massimo“.
Miglior pregio e attaccante a cui ti ispiri?
“Uno che seguo da calciatore è proprio Zlatan. Sento questa responsabilità, è meraviglioso per me. Punti forti? La passione, la potenza. Poi ci saranno dettagli da limare, cosa che farò qui“.
Quanto è stato difficile convincere il Feyenoord a lasciarti partire?
“A questo dovrebbe rispondere Zlatan e i miei rappresentanti, sono loro che hanno spinto. Io dovevo solo giocare e lasciare tutto nelle mani di Dio. Noi giocatori non entriamo nei negoziati e nelle litigate, pensiamo a giocare“.
Qual è il significato della maglia numero 7? Hai avuto paura che l’affare saltasse?
“Per la proposta di quest’estate, il Milan è sempre stato un sogno e un obiettivo. Mi concentro solo sul lavorare e giocare, sapendo che le porte erano sempre aperte. Il numero 7 ha tanti significati, intanto era disponibile e poi è li numero di Shevchenko. E nella Bibbia è il numero perfetto, sceglierlo è stato semplice“.
Cosa voleva dire l’esultanza dopo il gol al Bayern, che sembrava lasciar intendere una permanenza al Feyenoord
“Anche nelle partite prime lo facevo, per dire che siamo qui e presenti. Effettivamente a livello mediatico è scoppiato uno scandalo, ma di solito faccio così quanto segno“.
Cos’è il Milan?
“Come un vestito fatto su misura, che ha uno spirito importante. E mi immedesimo in questi valori“.
Sfiderai subito il Feyenoord: come vivi questa partita?
“Sarà un momento bellissimo. È il calcio, succede. Sarà speciale, era la mia famiglia e continuerà ad esserlo“.
Rappresenti il Messico
“Ogni giocatore ha la responsabilità di portare la bandiera nazionale sul terreno di gioco. Per me è un grande onore, vorrei lasciare il segno. Siamo un Paese molto unito, in Messico. E oggi al Milan avrò accanto a me tutto il Messico“.
Puoi diventare migliore di Hugo Sanchez?
“Io non sono qui per fare confronti con altri giocatori, sono qui per lasciare il mio segno. Con umiltà, fede, lavorando sodo. Cercherò di fare la mia strada. Io sono Santiago Gimenez“.

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