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Messias, shock: “Minacce dai tifosi del Milan! Ibra quella volta mi disse…”
Messias, ai microfoni de La Repubblica, ha raccontato della propria esperienza a Milan, svelando un retroscena decisamente molto forte.
Junior Messias, la scorsa estate, ha salutato il Milan per accasarsi al Genoa. Il suo passaggio in rossonero gli è valso un scudetto e l’aver giocato una semifinale europea di Champions League. Arrivato a Milanello nello scetticismo generale, nel tempo è riuscito a conquistarsi e ritagliarsi un ruolo importante nel Milan di Pioli, collezionando 51 presenze e 10 reti. Ai microfoni de La Repubblica, ha svelato alcuni retroscena sui suoi anni al Milan.

Minacce dai tifosi del Milan
Junior Messias ha svelato che i due anni vissuti al Milan sono stati tutt’altro che facili. Intervistato da La Repubblica infatti ha detto che “i 2 anni al Milan non sono stati facili. Anzi, all’inizio molto complicati”. Il giocatore, proseguendo l’intervista, ha poi svelato un retroscena per nulla piacevole che lo ha visto protagonista: “C’erano anche stati dei tifosi che mi avevano minacciato: guai a te se vieni al Milan. Sono abituati a giocatori con un pedigrée importante, venivo dal Crotone e sino a pochi anni prima giocavo in Eccellenza e in D”. Nonostante l’abbrivio della sua esperienza in rossonera non sia stata agevole, ha poi tenuto a precisare: “Posso però dire con soddisfazione che alla fine hanno apprezzato il mio lavoro”.
Il gol contro l’Atletico e le parole di Ibra
Il percorso di Messias al Milan ha vissuto certamente anche di momenti decisamente molto importanti. Uno su tutti il gol vittoria con cui il Milan ha sbancato il Metropolitano di Madrid, sponda Atletico. Il giocatore ha voluto così ricordare quella serata magica: “Al Metropolitano, uno stadio che è un gioiello. Se non vincevamo, eravamo fuori: entrai al 78’, segnai di testa a tre minuti dalla fine. Saltai due avversari e allargai verso Theo Hernandez che la diede in profondità per l’inserimento di Kessié e sul cross mi feci trovare al posto giusto. Ricorderò quel gol per tutta la vita e non lo dimenticheranno anche i milanisti. A fine gara piangevo: dall’Uisp al gol decisivo in Champions, un sogno! Mi è venuto ad abbracciare Ibrahimovic: “Non fare così, altrimenti piango anch’io”. Ma non diciamo che Ibra era commosso altrimenti mi uccide… Chi non lo conosce non può immaginare che personaggio straordinario sia. Grande umanità e incredibile simpatia”.
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