Intervista alla Gazzetta dello Sport: “Non mi aspettavo l’addio di Boban. Il club rossonero mi manca”.

L’ex rossonero Mauro Tassotti , oggi vice di Shevchenko alla guida della Nazionale ucraina, ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Si parla, ovviamente, di Coronavirus e della positività di Paolo Maldini: “L’ho sentito – ha dichiarato – e l’ho trovato sollevato. Sheva a Londra ormai è chiuso in casa, anche per lui il golf è off limits. Mi ha detto che ha cercato di allenare i figli per tenersi in forma, ma ha smesso subito perché non volevano fare quello che suggeriva”.

Non poteva mancare, ovviamente, un commento sull’attuale situazione del Milan: “Fatico a comprendere la politica aziendale – ha affermato Tassotti – se si vuol ripartire dai giovani bisogna dichiararlo e ammettere che per anni ottenere dei risultati sarà difficile. Può avere un senso, però i giovani vanno aiutati. San Siro non è uno stadio come gli altri e lo dice uno che è arrivato a Milano a vent’anni e prima ha giocato all’Olimpico, altro posto che tanto semplice da affrontare non è. A San Siro se sbagli troppo vengono giù cuscinetti e fischi quando va bene. In più, questo Milan arriva da anni di grandi successi e grandi frustrazioni”.

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Tassotti: “Con certi problemi fai fatica a lavorare”

Una considerazione anche sull’addio di Boban e a quello sempre più probabile di Maldini: “Sinceramente non me l’aspettavo, credevo che avessero trovato una stabilità, punti di contatto. Con certe problematiche in società, e la proprietà è cambiata troppe volte, fai fatica a lavorare. Non puoi sbagliare un acquisto, per esempio, perché il budget è quello che è. Il Milan dovrebbe prima di tutto tentare di tenersi stretti i giocatori bravi, Donnarumma, Hernandez e altri. Ma se non si può ripartire nemmeno da lì…”.

“Il Milan mi manca – ha affermato Mauro Tassotti – ma sono stato fortunato, poi la vita ti porta a fare certe scelte. Nessuno mi ha mai chiesto di fare il primo allenatore del Milan e sono contento anche così. E sarò ancora più contento quando potrò tornare a passeggiare e poi a lavorare. Ma prima, il bene di tutti: la salute. La vita”.

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ultimo aggiornamento: 27-03-2020


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