Ecco quanto dichiarato dal dirigente del Milan, Paolo Maldini, in merito all’attuale situazione dei rossoneri.

Nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Radio 105, durante la trasmissione “105 Mi Casa”, il dirigente del Milan, Paolo Maldini, ha commentato l’attuale situazione dei rossoneri.

Paolo Maldini
As Roma 27/10/2019 – campionato di calcio serie A / Roma-Milan / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Paolo Maldini

In merito al venerdì sera libero ha dichiarato: “Devo dire che è la settimana più tranquilla, da giocatore avevo la possibilità di riposarmi e di allenarmi. Due settimane senza stress. I ragazzi? Abbiamo la squadra che è ridotta a 4/5 giocatori disponibili, ma non dirò mai di non pensare alla Nazionale. È un obiettivo per un giovane che gioca a calcio“.

Andare a Milanello da dirigente?: “È un posto speciale, e resta speciale. Ho la fortuna di poter andare nei luoghi di lavoro, e uno di questi è all’aria aperta. Ci sono stato da piccolino con mio papà ed è stato il teatro di piccole cose che hanno reso grande questo club. Non è cambiato molto, lo stiamo ammodernando ora, ma sinceramente quella sensazione di calma e di pace c’è ancora”.

In merito al Milan di nuovo ai vertici ha poi aggiunto: “Come tutte le magie c’è un segreto, che non scopriremo mai. C’è tanto lavoro dietro e c’è un’idea di gioco e della proprietà, con una squadra economicamente sostenibile e se possibile autofinanziabile. Il Coronavirus? Non ci ha aiutato. Al di là di questo, faccio sempre le cose con la mentalità milanista: ovvero quella di dare spettacolo e gioia ai tifosi”.

Ha quindi proseguito: “Mi porto dietro un sacco di storia e di rispetto. Ora mi devo guadagnare un altro tipo di rispetto, ma sempre attinente allo sport e al Milan”. Sull’essere dirigente ha quindi affermato: “Mi appassiona. Considerare il calciatore come lavoratore è difficile. Ma anche da dirigente sei partecipe alle gioie e alle sofferenze della squadra. L’inserimento non è facile, ci vuole tempo e purtroppo viviamo in una società frenetica. Non ho mai avuto paura però di provarci”.

Per quanto riguarda il campionato, Maldini ha dichiarato: “I risultati sono più aperti, anche con numeri completamente diversi. L’assenza del pubblico determina sicuramente qualcosa. Alcuni dicono che siamo lì grazie all’assenza, ma sono sicuro che in questo momento ci avrebbero dato più forza. Non avere il pubblico resta comunque una cosa tremenda. Le emozioni sono collegate ai tifosi. Come, per esempio, con i 90 mila di Barcellona o gli 80 mila di San Siro. A me manca la tensione, che te la dà soprattutto il pubblico”

Ibrahimovic?: “Da giocatore l’ho incontrato con diverse squadre e lo marcavo da centrale. Ora, per me, è diventato più grosso, anche perché non facevo così fatica come con Adriano per spostarlo”.

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ultimo aggiornamento: 13-11-2020


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