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Il mercato del Milan rallenta: i due nodi fondamentali che Tare deve sciogliere
Il Milan affronta un mercato del rilancio con molte sfide: tra cessioni necessarie e strategie di acquisto complesse.
Il Milan è alle prese con un periodo di transizione e prova a gestire un mercato estivo che si preannuncia complesso. Le aspettative sono alte, soprattutto dopo una stagione conclusasi con un deludente ottavo posto in Serie A e l’esclusione dalle competizioni europee. Il club rossonero deve affrontare la sfida di rafforzare la squadra senza però compromettere la stabilità finanziaria, un obiettivo che richiede un equilibrio tra cessioni e nuovi acquisti. La gestione del calciomercato, infatti, si concentra sulla necessità di vendere alcuni giocatori per finanziare nuove operazioni in entrata, secondo una strategia ormai consolidata negli ultimi anni.
Il difficile equilibrio tra necessità economiche e obiettivi tecnici
Massimiliano Allegri, tornato sulla panchina del Milan, e il nuovo direttore sportivo Igli Tare, sono chiamati a navigare in un mercato che procede con lentezza. Le trattative per i giocatori prioritari sono rallentate da una politica di spesa prudente, con una riluttanza a superare il tetto dei 20 milioni di euro per un singolo acquisto. Questa cautela è dettata dalla necessità di ridurre i rischi finanziari, ma compromette la rapidità con cui si possono portare a termine le operazioni di mercato. Il Milan deve anche fare i conti con una rosa sbilanciata, composta da pochi giocatori italiani e troppi over 22 non locali, il che complica ulteriormente la pianificazione delle liste per la Serie A.
Le mosse future e le strategie per il rilancio del Milan
Nonostante le difficoltà, il Milan non può permettersi passi falsi nella costruzione della squadra per la prossima stagione. La rosa deve essere riequilibrata e rinforzata in modo da affrontare con competitività il campionato. L’arrivo di Luka Modric è quasi definito, ma ci sono ancora diverse incognite riguardanti altri obiettivi come i centrocampisti Xhaka e Javi Guerra, oltre a possibili innesti in attacco e difesa. Il club vuole evitare il ripetersi degli errori passati, quando un sovrannumero di giocatori ha costretto a dolorose rinunce e cessioni affrettate. L’entusiasmo iniziale generato dall’arrivo di Allegri e Tare rischia di affievolirsi se le promesse di un mercato attivo e fruttuoso non verranno mantenute.

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