Brutte notizie per il Milan che deve fare i conti con l’assenza prolungata di Ibrahimovic a causa di un infortunio.

In seguito all’infortunio rimediato dall’attaccante rossonero Zlatan Ibrahimovic, La Gazzetta dello sport ha contattato Giacomo Zanon, responsabile del reparto di traumatologia dello sport dell’ Ospedale San Matteo di Pavia, per cercare di l’entità del problema fisico del calciatore.

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic

A tal proposito l’esperto ha dichiarato: “La soffusione emorragica è è una piccolissima raccolta di sangue, il che significa la rottura di alcune fibre del tessuto muscolare. Quindi se è presente sanguinamento non è proprio una lesione lieve. In una lesione lieve abbiamo una reazione infiammatoria. Se c’è sangue significa che qualcosa si è rotto. Poi a mio parere è bene spiegare che il soleo non c’entra con il polpaccio. Il polpaccio è formato dai gemelli, il soleo invece è uno dei muscoli che compongono la loggia posteriore della gamba, fondamentale nella fase di spinta del passo”. 

Un nesso con il precedente infortunio? “Ci può essere, legato al fatto che l’atleta ha comunque avuto un periodo di relativa inattività. Non ha giocato né si è allenato regolarmente, ha dovuto fare delle terapie. Dunque un minimo di indebolimento generale l’ha avuto. Direi che il fattore più importante sia la stanchezza dovuta agli impegni ravvicinati. Perché giocando due partite a settimana a 39 anni la fatica si sente, anche se lui è un highlander. Questi sono sì sono fattori predisponenti”.

Per quanto riguarda i tempi di recupero: “Un trauma con sanguinamento è una lesione importante come si diceva. In più, il soleo è il muscolo che guarisce con più difficoltà in assoluto. Difficile pensare che la prognosi possa andare sotto le quattro settimane

ultimo aggiornamento: 19-12-2020


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

De Zerbi: “Il Milan ha un’identità precisa”

Verso Sassuolo-Milan, la probabile formazione rossonera