“I tifosi possono pregare il loro Dio”, ha affermato scherzando (ma non troppo) il fuoriclasse svedese ai microfoni di Sportweek. Ecco le sue parole.

Lunga intervista di Zlatan Ibrahimovic a SportWeek, settimanale della Gazzetta dello Sport. Lo svedese, tra le altre cose, ha parlato anche dell’acceso confronto avuto con Gazidis a Milanello: “Quello che è uscito della riunione famosa – ha dichiarato – è solo il 10 percento di quello che è successo (ride). Ma non era cattiveria, quella. Era parlare per me e per la squadra. Parlarsi in faccia, chiaramente, per avere risposte sulla situazione, sul nostro futuro”.

Nel corso dell’intervista, Ibra ha sfoggiato tutta la sua spiccata personalità: “Hai visto The Last Dance, il documentario su Jordan? Non dico che sono Jordan, io sono Ibra e lui è Jordan. Ma mi ci rivedo nel suo modo di lavorare, di pretendere da sé e dagli altri. Tanti dicono che conta solo la partita. Per me no, come ti alleni poi giochi in partita. E dai miei compagni voglio il 200 percento, sempre. Come da me stesso. In campo non sono tutti Ibra, va bene, però devi tirar fuori il meglio possibile. Poi puoi giocare male o bene, ma quando entro in campo devo sentire che ho accanto uno che dà il massimo. Non entro in guerra con uno che scappa. Ma non tutti sono così”.

Galliani Zlatan Ibrahimovic Milan-Spal

Ibrahimovic: “Sono l’attaccante più completo che c’è”

“Se è nato il nuovo Ibra? Speriamo per il calcio e per la gente che può godere ancora. Ma io non lo vedo. Ibrahimovic è l’attaccante più completo che c’è, non vedo al momento un altro Ibracadabra. Uno alto 1.96 con la potenza di Mike Tyson, che sa ballare come Muhammad Ali ed è veloce come Bruce Lee… No, non c’è (ride)”.

Una considerazione anche sull’assenza dei tifosi sugli spalti: “È strano? E lo dici a Ibra che non gioca in uno stadio con meno di 70 mila persone (ride)? Sì, il pubblico fa il 50 percento della partita: ti carica, ti fischia (che mi piace), ti emoziona. Quando vado sotto la Curva mi sento vivo. E loro sono felici, pregano il loro Dio”.

Ibrahimovic, inoltre, ha evidenziato tutto il suo amore per la città di Milano: “La mia seconda casa, mi dispiace per quel che è successo (il riferimento è al Coronavirus). Dieci anni fa era una Milano differente, ora è molto più bella, più positiva, più internazionale. Poi è arrivato questo Covid-19 e ha pagato un po’, ma spero si riprenda veloce. Con la maschera sembriamo tutti malati”.

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ultimo aggiornamento: 11-07-2020


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