Parole grosse, vecchi veleni che riemergono, toni violenti. Ma Ibrahimovic non ha usato frasi razziste. E Lukaku non è un santo.

Premessa: Ibrahimovic ha sbagliato. Seconda premessa: Lukaku pure! E il razzismo? È una cosa seria, serissima. E stavolta non c’entra nulla. Zlatan ha provocato (o ha risposto a una provazione?), ha esagerato con le parole, ma non ha pronunciato frasi razziste. Offensive, quello sì. Ma razziste no!

E Lukaku? Altro che gigante buono! Non dimentichiamo che il putiferio nasce da un normale fallo di gioco di Romagnoli (duro, ma normale) sul centravanti belga, che va in escandescenza aggredendo verbalmente (e non solo) prima lo stesso capitano rossonero e poi chiunque gli si ponesse al fianco. Fino al faccia a faccia con Ibrahimovic: “Vai a fare le tue cagate voodoo, piccolo asino”, gli ha urlato lo svedese. Il riferimento è a un vecchio episodio che riguarda proprio Romelu, che ai tempi dell’Everton decise di non rinnovare il contratto per passare al Chelsea su suggerimento della madre, che aveva interpellato una sorta di stregone (alla fine scelse il Manchester United e non i Blues).

San Siro
Nella foto: lo stadio San Siro

“Scopo te e tua moglie”, ha subito replicato Lukaku cercando lo scontro fisico con il rivale. E al rientro negli spogliatoi il belga ha pure rincarato la dose: “Vuoi parlare di mia madre? Ti sparo in testa”. Una minaccia. Una esternazione decisamente violenta.

Ma il razzismo? Come detto, è una cosa seria, una triste piaga. Ma in questo caso non c’è. Ci sono frasi sopra le righe, reciproche accuse, battute pesanti. Ma nessuna uscita razzista. Nessuna! E chi lo “vede” farebbe meglio a darsi una svegliata (o una ripulita alla coscienza). Ibrahimovic e Lukaku hanno sbagliato, punto. Il resto sono solo chiacchiere e fesserie.

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ultimo aggiornamento: 27-01-2021


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