Sono tutti stranieri e non sono cresciuti calcisticamente in Italia, ma i grandi protagonisti inaspettati di quest’inizio di stagione del Milan sanno parlare una lingua comune in campo

Sono tutti stranieri e non sono cresciuti calcisticamente in Italia, ma i grandi protagonisti inaspettati di quest’inizio di stagione del Milan sanno parlare una lingua comune in campo. Quella della determinazione e della competitività. La grande annata dei rossoneri, che da un anno a questa parte, ossia dal ritorno di Zlatan Ibrahimovic a Milanello, sono praticamente la miglior squadra della Serie A per rendimento, è dovuta non solo alle grandi prestazioni di totem come Donnarumma, Romagnoli o lo stesso Ibrahimovic, ma anche e soprattutto al grande rendimento di tre giocatori ormai essenziali per il tecnico Stefano Pioli. 

Parliamo di Franck Kessie, Theo Hernandez e Rafael Leao, giocatori diversi per impatto e posizione ma tutti fondamentali per dare al tecnico rossonero l’equilibrio giusto in campo. Il primo è anche colui che da più tempo veste rossonero e che quest’anno ha finalmente preso le redini del centrocampo di Pioli, nel quale insieme Bennacer sembra sguazzare come un pesce nell’acqua al Milan, squadra che adesso si trova tra le favorite alla vittoria dello Scudetto se diamo un’occhiata alle migliori quote delle scommesse sulla Serie A in questo momento. Arrivato a Milanello nell’estate del 2017 dall’Atalanta, il mediano di origini ivoriane ha pian piano acquisito sempre più spazio nell’undici rossonero, del quale è adesso uno dei punti di riferimento assoluto. In questa stagione, inoltre, sta fornendo un notevole contributo dal punto di vista realizzativo, come dimostrano le sei reti messe a segno in campionato. Va ricordato, inoltre, che lo stesso Ibrahimovic lo ha designato rigorista della squadra dopo un suo errore dal dischetto e che l’ivoriano non si è mai tirato indietro.

Per quanto riguarda Theo Hernandez, invece, parliamo di un terzino sinistro dal potenziale smisurato che alla sua seconda stagione in Italia si è adattato totalmente al nostro calcio. Fortissimo fisicamente e dotato di una notevole progressione nell’allungo, l’ex giocatore del Real Madrid è anche molto abile nella conclusione, e in alcune occasioni ha salvato i rossoneri anche con goal in extremis. Il suo bottino stagionale nel campionato attuale vede il francese autore di quattro reti e tre assist, praticamente i numeri di un centrocampista. E in effetti le principali doti di Theo sono quelle di spinta e di supporto alla manovra offensiva. Ed è per questo che il transalpino è ormai un elemento insostituibile per Pioli, il quale difficilmente rinuncia a lui.

Sulla stessa fascia di Hernandez, ossia quella mancina, quest’anno ha fatto un salto di qualità il portoghese Leao, ala sinistra dal piede destro che fa delle progressioni e del dribbling in velocità le sue armi principali. Il lusitano classe 1999 è forse la più grata sorpresa del Milan di quest’anno, come ben dimostrato dai suoi cinque goal e dai quattro assist in Serie A. Nessuno, Ibrahimovic a parte, ha segnato tante reti per minuti giocati, e questo dato aumenta ulteriormente il valore del portoghese, che quest’anno punta ad arrivare in doppia cifra di goal.

Questi tre giocatori sono il segreto della potenza del Milan di oggi. Un Milan moderno ma che vuole ritrovare gli antichi e gloriosi fasti del passato. 


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