Arrigo Sacchi ricorda il confronto del suo Milan con la Stella Rossa. Erano gli ottavi della Coppa Campioni 1988: un’infinita sofferenza

In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ricorda gli ottavi contro la Stella Rossa, affrontata due volte in due giorni: il 9 e 10 novembre del 1988 (in casa il Milan aveva pareggiato 1-1). Alla fine il Milan trionfò in quell’edizione della Coppa dei Campioni, ma Belgrado provò parecchio i rossoneri. “Nella ripetizione siamo andati benissimo. Noi concentrati, dominio assoluto. Segniamo con una palla dentro di un metro e 20, non esagero. Niente. Non lo faccio mai, ma nell’intervallo prendo per il colletto l’arbitro: lui non fa una piega. Al gol di Van Basten, rispondono con Stojkovic in contropiede”.

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“Abbiamo subito tante angherie da parte loro: fortissimi, tecnici, ma fallosissimi – prosegue Sacchi -. In lista per i rigori metto Cappellini, 17 anni, come quarto tiratore. S’avvicina Rijkaard: “Mister, il bimbo trema. Se vuole, tiro prima io”. “Sì, se fai gol, però!”. Così è andata, passiamo noi. Finita la corrida, il sindaco di Belgrado e il presidente della Stella Rossa salgono sul nostro pullman: “Salutiamo i futuri campioni d’Europa, complimenti”. Eravamo appena gli ottavi, ma quella qualificazione è stata un segnale: quando vinci così…”

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ultimo aggiornamento: 18-02-2021


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