“Il calcio italiano soffre per gli stadi antiquati, anche la tecnologia per identificare i colpevoli è antiquata”, ha affermato Ivan Gazidis.

L’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis, ha affrontato un tema delicato, come quello del razzismo nel calcio e in Italia, ai microfoni di ESPN: “Uno dei problemi – ha dichiarato il dirigente rossonero – è che la gente pensa che parlando di razzismo si alimenti il problema. Questo non è vero. Il problema esiste è il primo passo è conoscerlo e discuterne. Il razzismo è un problema nel calcio in generale, non solo in Italia, ma sicuramente qui abbiamo bisogno di conoscerlo e lavorare per capire come cambiare le cose. E’ un problema sociale, un male sociale, oltre ad essere un ostacolo nello sviluppo della Serie A e per il suo futuro”.

Ivan Gazidis
Nella foto: l’a.d. rossonero Ivan Gazidis

Per tutte queste ragioni dobbiamo muoverci – ha affermato Gazidis – e c’è la volontà di farlo: l’Italia non è un paese arretrato, la Serie A non è un campionato arretrato. Sradicare il razzismo non è facile, il calcio riflette le attitudini della società, per questo ci vuole tempo. Bisogna identificare i responsabili e lasciarli fuori immediatamente dagli stadi. Negli anni ’80 l’Inghilterra era il focolaio del razzismo, ci sono ancora dei problemi ma i nuovi stadi hanno creato un ambiente più inclusivo. Donne, bambini e persone di ogni background si sentono più sicure. Il calcio italiano soffre per gli stadi antiquati, anche la tecnologia per identificare i colpevoli è antiquata”.

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ultimo aggiornamento: 19-11-2020


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