A ottobre lo svedese compirà 39 anni. Con ogni probabilità, a fine stagione Ibrahimovic e la dirigenza prenderanno una decisione di comune accordo.

Il Milan si è subito scoperto Ibra-dipendente. È bastata una partita – tra l’altro contro un avversario sì in forma e ostico come il Verona, ma tutt’altro che irresistible – per evidenziare i limiti tecnici e caratteriali di una squadra che ha bisogno di essere guidata, in campo e fuori. La presenza di un leader come Ibrahimovic è fondamentale. Ecco perché lo svedese farà di tutto per esserci nel derby con l’Inter.

Zlatan Ibrahimovic Cagliari-Milan

In rosa non esiste un alter ego di Zlatan, ovvero un centravanti in grado di riempire l’area e finalizzare la manovra. Insomma, inutile girarci intorno: il peso di questo Milan è tutto sulle spalle larghe e robuste di Ibrahimovic, che proverà a risollevare le sorti di una squadra inesperta e povera di qualità. Ma c’è un dettaglio da non dimenticare: il fuoriclasse di Malmö ha 38 anni, che diventeranno 39 a ottobre. Vale la pena, quindi, puntare anche per la prossima stagione su Ibra? Il quesito posto dalla Gazzetta dello Sport è più che lecito. L’ex Galaxy ha un contratto fino a giugno, rinnovabile per un altro anno al raggiungimento di determinati traguardi. Ma a prescindere dalle clausole, è molto probabile il Milan e lo stesso giocatore si siedano a un tavolo a fine campionato per decidere insieme cosa fare.

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ultimo aggiornamento: 04-02-2020


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