Fontana: "Bisogna porre le basi per riaprire gli stadi"

Fontana: “Bisogna porre le basi per riaprire gli stadi”

Le parole del governatore Attilio Fontana in merito alla possibile riapertura degli impianti sportivi: “Stiamo parlando con il Cts“.

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha parlato della possibile riapertura degli stadi a margine della presentazione del GP di Monza. “Organizzare un evento importante come un GP di Formula 1 – ha dichiarato – seppur senza la presenza del pubblico, è la prova di quella ripresa che vogliamo realizzare, è la dimostrazione che non dobbiamo lasciarci intimidire e dobbiamo reagire di fronte a questa situazione incredibile. La corsa simbolo della necessità di imparare a organizzare la nostra vita convivendo con la presenza del virus. La paura e l’angoscia non ci porterebbero da nessuna parte. Bisogna cercare di rendere più semplice la vita in questo Paese, riducendo la burocrazia. Per anni questo invito ha avuto un sapore politico, ora è questione di necessità”.

“Per recuperare spazi non dobbiamo sottrarre al lavoro tempo per procedure inutili – ha aggiunto il Governatore – come Regione a breve approveremo una normativa in questa direzione. Credo che noi quest’anno porremo le basi per consentire a breve di riaprire le strutture sportive e fare in modo che tutti gli appassionati possano tornare a frequentare anche gli stadi. Stiamo parlando con il Cts se valga la pena, io penso si possa andare in quella direzione. Ma stiamo facendo ancora le ultime valutazioni”. 

Giovanni Malago
Nella foto: Giovanni Malago

CONI, Malagò: “Riapertura stadi interesse di tutti”

Anche il presidente del CONI, Giovanni Malagò, si è espresso sul tema: “È inutile fare gli ipocriti o quelli che non conoscono la materia, è normale che tutti i governatori delle Regioni abbiano formidabili pressioni da parte dei soggetti che devono organizzare eventi sportivi, in particolare quelli che ruotano attorno ai campionati di una certa importanza. Senza entrare nelle percentuali, chi al 5%, chi al 10%, chi al 30%, rispettando regole e protocolli, è chiaro che tutti hanno interesse. Altrimenti salta il banco, perché viene meno non solo lo spirito della competizione ma anche il minimo che consente a queste società di avere introiti su cui fare affidamento”.

Aggiornato il: 27-08-2020