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È morto lo storico presidente del Milan: quel colpo di mercato lo rese celebre
È morto lo storico presidente del Milan. Tra le mille avventure e retroscena da presidente rossonero, un colpo su tutti segnò la storia.
La vigilia di Inter-Milan è sicuramente destinata a rimanere nella memoria dei tifosi. In conferenza stampa, Conceicao ha lanciato un messaggio forte e chiaro ai suoi giocatori, parole che lasciano ben poco spazio a dubbi o interpretazioni. Tuttavia, le ultime ore sono state anche segnate da una notizia triste che ha scosso il mondo del calcio: è venuto a mancare uno degli storici presidenti del Milan. Un’icona del club che ha scritto pagine importanti della sua storia, lasciando un vuoto profondo nel cuore di tutti i rossoneri.
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L’era Farina al Milan
Giuseppe Farina si è spento all’età di 91 anni, lasciando un’eredità complessa e sfaccettata nel mondo del calcio italiano. Tra il gennaio 1982 e il gennaio 1986, Farina raccolse le redini del Milan in uno dei momenti più bui della sua storia, succedendo a Gaetano Morazzoni subito dopo una delle più amare pagine milaniste: la prima storica retrocessione in Serie B a seguito di uno scandalo scommesse. Sotto la sua guida, il Milan visse momenti di alti e bassi, compresa una seconda discesa in cadetteria, risultati sportivi non entusiasmanti e acquisti criticati, tra i quali spicca quello dell’inglese Luther Blissett. Tuttavia, alcuni nomi portati sotto il Duomo riuscirono a conquistare l’affetto della critica e dei tifosi, grazie ad imprese memorabili. Il percorso di Giussy Farina alla guida del Milan è stato segnato anche da una situazione finanziaria precaria. Il club, sull’orlo del fallimento, ha visto nel gennaio 1986 una svolta con la cessione della gestione a Rosario Lo Verde, che, insieme a Giann Nardi, ha fatto da ponte verso una nuova era rappresentata dall’arrivo di Silvio Berlusconi.
Quel colpo di mercato lo rese celebre
Oltre agli alti e bassi nella gestione milanista, Giuseppe Farina entra nella storia del calcio per aver avuto un ruolo cruciale nella carriera di uno dei più grandi attaccanti italiani: Paolo Rossi. Da presidente del Vicenza, fu testimonial dell’esplosione di Pablito, un talento che seppe riconoscere e valorizzare prima di cederlo, in un secondo momento, alla Juventus per motivi finanziari. È entrato nella storia il riscatto del suo Vicenza del Pablito Mondial alle buste per 2 miliardi, 612 milioni e 510 mila lire, strappandolo alla Juventus di Agnelli che si fermò a 900 milioni. Il destino volle che i due si ritrovassero nuovamente quando Rossi, nonostante le difficoltà fisiche, venne acquistato da Farina per il Milan per 10 miliardi, in una mossa che, seppur non trasformatasi in una success story calcistica, rimane emblematica. La memoria di “Giussy” sarà ricordata per il coraggio delle sue decisioni, la passione per il gioco e l’impatto avuto su due delle piazze più importanti del panorama calcistico nazionale e sulla carriera di uno dei più amati eroi sportivi italiani, Paolo Rossi.

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