Shevchenko: "State in casa. E riguardate la finale di Manchester"

Shevchenko: “State in casa. E riguardate la finale di Manchester”

Il consiglio dell’ex fuoriclasse rossonero: “Milano ha un cuore grande e anche grandi competenze ospedaliere”, ha dichiarato Shevchenko.

L’ex attaccante rossonero, Andriy Shevchenko, oggi commissario tecnico dell’Ucraina, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, nel corso della quale ha parlato dell’emergenza Coronavirus in Italia. “Il governo si è mosso bene – ha dichiarato – poi qualcuno parlerà di ritardi o altro, ma mi sembra che ci sia stata una presa di coscienza positiva. Il comportamento dei giovani? I giovani sono giovani. Magari non avevano capito bene la gravità della situazione. Bisogna avere la forza di chiudersi, in alcuni momenti è essenziale, come comunità e come individui. L’Italia è un paese allegro, la gente è abituata ad uscire, a interagire. Ha avuto bisogno di tempo per comprendere. Mi pare però che le scelte siano state fatte nei momenti giusti e che le persone si siano adeguate. Ma come vedete il modello italiano adesso è seguito da tutti. State in casa se potete. E anche se non potete. Provateci. Si possono fare tante cose”.

Sheva, dunque, invita gli italiani a rimanere a casa. E dà un suggerimento ai tifosi milanisti: “Quale partita si dovrebbe riguardare? A caldo è facile rispondere: la finale di Old Trafford, Champions League, Milan-Juve. Ma anche la finale del Mondiale 2006, o per i milanesi chiusi in casa tanti derby. Sempre con l’idea che ce ne saranno ancora di migliori. Perchè l’Italia è forte nelle difficoltà, e Milano è cocciuta oltre ad essere bella”.

San Siro Milan Genoa CONI
San Siro Milan Genoa

L’ucraino è rimasto legato alla città di Milano: “Ha un cuore grande e anche grandi competenze ospedaliere. Lo so per esperienza: i medici e gli infermieri sono bravissimi, competenti e grandi lavoratori. Ce la faranno anche se si trovano in difficoltà. Ce la farà l’Italia. Io amo tanto l’Italia, è il mio secondo paese, non la divido fra milanisti, interisti e juventini, così come non divido Milano fra chi tifa rossonero o nerazzurro, e non soltanto perché tutti a Milano mi hanno sempre trattato con simpatia. Amo Milano, amo l’Italia, non ho dubbi che il peggio passerà. L’Italia ha soltanto pagato lo scotto di essere il primo paese europeo ad affrontare l’emergenza”.

Una considerazione, infine, sul rinvio degli Europei al 2021: “Mi pare una decisione corretta. Il calcio è una festa per le persone, ma se le persone non ci sono, o hanno paura, che festa è? La Uefa ha scelto la soluzione migliore per tutelare la salute dei giocatori e dei tifosi, e lo spettacolo. Il calcio esiste in quanto sport che attira persone, si fa fatica a viverlo a distanza”.

Aggiornato il: 18-03-2020