Coronavirus, medico cinese: "Italia, così non basta: chiudi tutto!"

Coronavirus, medico cinese: “Italia, chiudi tutto!”

Emergenza Coronavirus, le dichiarazioni di Qiu Yunqing, capo della delegazione di medici arrivato dalla Cina: “Serve un vero blocco collettivo”.

Ai microfoni del quotidiano La Repubblica, Qiu Yunqing, vicedirettore dell’ospedale universitario della regione di Zhejiang nonché capo della delegazione di medici arrivata dalla Cina per contrastare il Coronavirus, ha lanciato il suo personale appello al nostro Paese: “Italia, devi chiudere tutto. Così non basta. Serve un vero blocco collettivo delle attività, come abbiamo fatto in Cina. Serve un controllo rigido, con rifornimenti alimentari per quartieri o blocchi di palazzi. Non ci sono altre misure”.

“I presidi sanitari a disposizione dei nostri operatori – ha aggiunto – sono sicuramente inferiori agli standard necessari per tutelarli e in particolare a quelli impiegati in Cina, dove in diverse aree il contagio è stato contenuto proprio perché negli ospedali non ci si ammalava. Serve anche più personale: turni da 8 ore sono troppo pesanti, considerato l’equipaggiamento necessario per prevenire il contagio”.

Cellino controlli sanitari coronavirus

A proposito di restrizioni e divieti dovuti all’emergenza Coronavirus, ecco le parole, sempre a Repubblica, di Silvio Brusaferro, presidente dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità): “Per rivedere i divieti bisognerà aspettare almeno i dati di Pasqua. Un rallentamento c’è, ma dobbiamo aspettare quella data. Stiamo studiando le riaperture, purtroppo non abbiamo altri esempi nel mondo da poter guardare. Certamente dovranno essere graduali, e stiamo valutando lo stop and go, cioè aprire per un certo periodo e poi chiudere di nuovo. Credo che questa infezione, almeno finché non ci sarà un vaccino, ci porterà a esplorare nuovi modi di fare le cose che ci piacciono, per esempio andare a un concerto. Dovremo immaginare un futuro diverso”.

Aggiornato il: 30-03-2020