Carriera, caratteristiche e vita privata del manager tedesco, soprannominato “il professore” dai colleghi e dai media tedeschi.

Scopriamo insieme chi è Ralf Rangnick, il manager-allenatore che ha fatto ottime cose in Germania. Non a caso, i colleghi tedeschi lo hanno soprannominato “il professore”. Appellativo assolutamente azzeccato.

Chi è Ralf Rangnick: la carriera

Ralf Rangnick nasce a Backnang il 29 giugno 1958. Dopo una carriera da calciatore (nelle serie dilettantistiche) povera di soddisfazioni, trova la sua dimensione nel ruolo di allenatore prima e dirigente poi. Le esperienze con Stoccarda e Hannover 96 sono un trampolino di lancio per il tecnico, che nel 2005 vince la Coppa di Lega con lo Schalke 04. Torna a Gelsenkirchen nel 2011, in tempo per conquistare una Coppa di Germania e condurre la squadra fino alle semifinali di Champions League. Ma le imprese più importanti le compie sulle panchine di Hoffenheim – che guida dalla terza divisione alla Bundesliga in appena tre anni – e Lipsia, con qui ottiene una promozione nella massima serie nella stagione 2015-2016 e un terzo posto nel campionato 2018-2019 con annessa storica qualificazione in Champions. Dopo aver lasciato la guida del Lipsia, è diventato Head of Sport and Development Soccer del gruppo Red Bull.

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Rangnick: caratteristiche da allenatore

Pressing, progettazione e innovazione: sono questi i principi su cui si basa il calcio di Rangnick. Tattica, attenzione a ogni particolare e ossessione quasi all’inverosimile: il manager tedesco è un perfezionista, un professionista serio e puntiglioso che pretende il massimo dai suoi giocatori. In Germania è stato il primo a spiegare il calcio con una lavagna in diretta TV nazionale e ha scoperto campioni del calibro di Firmino, Manè, Keita , Werner e Haaland.

Ralf Rangnick: esaurimento nervoso

Ma il suo modo di vivere il calcio gli ha creato anche qualche problema. Nel settembre 2011, infatti, ha dovuto rassegnare le dimissioni dallo Schalke a causa di una sindrome da esaurimento nervoso. Nella stagione precedente aveva eliminato l’Inter del “triplete” dalla Champions League, battendo i nerazzurri a San Siro per 5-2. Un’impresa che ha esaltato la filosofia calcistica del manager tedesco.

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ultimo aggiornamento: 13-04-2020


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