Matri: "Sempre grato al Milan. Nel 2013 è stata colpa mia"

Matri: “Sempre grato al Milan. Nel 2013 è stata colpa mia”

Intervista “social” all’ex centravanti rossonero, Alessandro Matri: “Quando sono andato via ho pianto come non ho mai fatto in vita mia”.

Intervenuto in diretta su Instagram con il giornalista Mauro Suma, l’ex attaccante del Milan, Alessandro Matri, ha parlato dei suoi anni trascorsi in rossonero: “Il Milan è la mia mamma calcistica – ha dichiarato – mi ha cresciuto, mi ha insegnato come stare in questo mondo e quindi io al Milan sono solo grato. Quest’anno per il 120esimo anniversario del club ho fatto un post dicendo che il mio più grande dispiacere è non aver ripagato la fiducia riposta in me, l’aver mancato quel’appuntamento è il mio più grande rammarico”.

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Si parla anche del ritorno al Milan nel 2013: “Marotta e Paratici mi avvisarono della possibilità di farmi partire. C’era il Napoli ma anche il Milan. Dissi alla società che sarei andato via solo per il Milan, anche in prestito. Andò via Boateng e così i rossoneri presero me. Andare al Milan con Allegri per me era l’ideale. La Curva che aveva appeso uno striscione contro di me, mi sono auto caricato di responsabilità e non ho sopportato la pressione. La colpa è solo mia, sono arrivato con tante aspettative e la voglia di dimostrare. Il crocevia fu un Bologna Milan 3-3 in cui sbagliai un sacco di gol, lì persi tutta la fiducia. Il sogno mio e di Astori era sempre quello di tornare al Milan. Alle prime difficoltà non riuscii a reagire, la colpa è soprattutto mia”.

L’esperienza negativa portò a una nuova separazione: “Quando sono andato via a gennaio – ha dichiarato Matri – ho pianto come non ho mai fatto in vita mia. Dissi a Galliani che dovevo andare via perché non stavo bene, non la vivevo bene. Ero diventato negativo in tutto. Galliani fu di una sensibilità fuori dal comune e mi disse che voleva il mio bene e che avrebbe cercato di accontentarmi. Fui una spesa importante per la società ma mi accontentarono. Poi con Sinisa fui subito chiaro, lui mi disse che voleva che rimanessi con loro. Invece eravamo ancora troppi in attacco col ritorno di Balotelli”.

Aggiornato il: 30-04-2020