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Ardon Jashari vuole mostrare la miglior versione di sé al Milan
Ardon Jashari parla della preparazione del Milan per la sfida contro la Juventus e dell’adattamento al nuovo stile di gioco di Ruben Amorim.
Alla vigilia di un match cruciale contro la Juventus, il centrocampista del Milan, Ardon Jashari, si è aperto in un’intervista esclusiva con La Gazzetta dello Sport. L’incontro rappresenta il primo grande test della stagione per i rossoneri, che si presentano a Torino con sei punti in classifica dopo aver conquistato due vittorie consecutive. Jashari ha espresso fiducia nella squadra, sottolineando l’importanza di un avvio positivo per affrontare una sfida così impegnativa.
L’importanza del nuovo stile di gioco e l’assimilazione del calcio di Amorim
Jashari ha enfatizzato quanto sia cruciale credere nel nuovo stile di gioco portato da Ruben Amorim. Ha dichiarato: “Prima di tutto per noi è molto importante credere fermamente in questo modo di giocare e continuare a fare passi in avanti in ogni allenamento”. Il centrocampista del Milan ha evidenziato come gli avversari cercheranno di studiare il loro gioco, ma ha insistito sull’importanza di mantenere la propria strada, adattandosi alle sfide di ogni partita. Ha riconosciuto che il calcio italiano non offre partite facili, una lezione che ha appreso fin dal suo arrivo in Serie A.
La fiducia nel progetto Milan e le prospettive future
Nonostante le speculazioni di mercato che lo hanno avvicinato alla Juventus, Jashari ha chiarito che il suo obiettivo è restare al Milan e dimostrare il suo valore con la maglia rossonera. Ha affermato: “Dopo che Amorim è stato nominato allenatore, ha scritto a tutti e io ci ho parlato. Da quel momento in poi è stato chiaro che sarei rimasto”. Riguardo alla competizione interna, Jashari ha sottolineato l’importanza di avere ritmo per esprimere il proprio potenziale e contribuire alla squadra. Inoltre, ha espresso la volontà di giocare il più possibile per guadagnare la fiducia dell’allenatore e dei compagni. Infine, ha condiviso l’ambizione di fare il massimo in Europa League, nonostante il desiderio di partecipare alla Champions League rimanga forte.