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Mario Gila racconta il suo inserimento al Milan e l’incontro con Ruben Amorim
Mario Gila si racconta: le prime impressioni sul Milan, il rapporto con Amorim e l’esperienza a Milano.
Mario Gila, nuovo acquisto del Milan, si è presentato ai tifosi durante un evento al Flagship Store di via Dante a Milano, dove ha risposto alle domande dei giornalisti. Il difensore spagnolo, arrivato dalla Lazio per 27,5 milioni di euro, ha firmato un contratto quinquennale con la squadra rossonera. Durante l’incontro, Gila ha condiviso le sue prime impressioni sull’ambiente milanese e sul club, sottolineando l’importanza dell’accoglienza ricevuta sia dai suoi compagni di squadra che dallo staff tecnico.
Un nuovo inizio: l’adattamento al Milan e il rapporto con Ruben Amorim
Gila ha parlato della sua integrazione nella squadra, esprimendo soddisfazione per come è stato accolto dai compagni e dallo staff. Ha descritto il Milan come una “famiglia” e si è detto felice di far parte di un club così grande. Il difensore ha inoltre elogiato il lavoro di Ruben Amorim, il nuovo allenatore rossonero. Ha spiegato che il tecnico ha un approccio moderno al gioco, con un forte focus sul lavoro con la palla e l’aspetto fisico. Gila ha rivelato di aver avuto una lunga conversazione con Amorim, durante la quale hanno discusso di calcio e di come il loro modo di vedere il gioco sia simile. Questo dialogo è stato fondamentale nella decisione di trasferirsi al Milan, nonostante la squadra non stesse attraversando il suo momento migliore. Il difensore ha sottolineato il desiderio di contribuire alla crescita del club e ha apprezzato la sfida di lavorare in un ambiente in cui c’è voglia di migliorare.
Prospettive future e impatto dei giovani talenti
Gila ha anche parlato dei giovani presenti in ritiro, lodandone il potenziale e la prontezza mentale per affrontare le sfide del Milan. Ha osservato che molti di loro sono pronti a fare il salto di qualità e a contribuire alla squadra. Sul campo, Gila si sta adattando alla difesa a tre di Amorim, provando diverse posizioni. Ha affermato di sentirsi a suo agio sia come centrale che come “braccetto”, apprezzando la diversa dinamica di ciascuna posizione. Infine, ha menzionato il legame stretto con alcuni compagni, in particolare Matteo Gabbia e i giovani Camarda e Bartesaghi, che lo hanno aiutato ad ambientarsi rapidamente.