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Ruben Amorim potrebbe diventare manager all’inglese al Milan, ma è un rischio

Tifosi del Milan nel secondo anello blu della Curva Sud di San Siro, con striscioni e bandiere, durante una partita allo stadio

La potenziale svolta nel ruolo di Ruben Amorim al Milan: un manager all’inglese in assenza di un nuovo Head of Football.

La situazione interna al Milan è in continua evoluzione, con una particolare attenzione rivolta alla gestione della squadra e alla direzione tecnica. La ricerca di un nuovo Head of Football si è rivelata più complicata del previsto per Gerry Cardinale, proprietario del club. Dopo i tentativi infruttuosi con figure di spicco come Ralf Rangnick e Markus Krosche, il Milan si trova oggi senza una guida chiara nell’area tecnico-sportiva. Rangnick ha rifiutato l’offerta per mancanza di chiarezza sul progetto, mentre l’Eintracht Francoforte ha bloccato il trasferimento di Krosche.

Ruben Amorim e la possibilità di un nuovo ruolo centrale nel Milan

La figura di Ruben Amorim emerge come potenziale soluzione per colmare questa lacuna dirigenziale. Con l’inizio della stagione e le operazioni di calciomercato all’orizzonte, si sta facendo strada l’ipotesi di affidare al tecnico portoghese un ruolo simile a quello dei manager all’inglese. In questo scenario, Amorim non sarebbe solo un allenatore, ma prenderebbe parte attiva nelle decisioni di mercato, influenzando direttamente la costruzione della squadra. Attualmente, senza un dirigente capo, il Milan si affida a figure interne come Massimo Calvelli, Jovan Kirovski e Bobby Gardiner per gestire le operazioni quotidiane. Amorim si troverebbe a lavorare in stretta collaborazione con loro, un compito che richiede una visione chiara e condivisa del progetto sportivo.

I rischi e le sfide del ruolo di manager all’inglese per Ruben Amorim

La prospettiva di un Ruben Amorim manager all’inglese non è priva di rischi. Il precedente al Manchester United mostra le difficoltà che Amorim potrebbe incontrare in un ruolo così centrale. In una conferenza stampa, il tecnico aveva affermato: “Ragazzi, chiariamolo una volta per tutte: sono venuto qui per fare il Manager, non per essere un semplice allenatore“. Tuttavia, il suo mandato terminò bruscamente con un esonero, segno di relazioni poco solide con il board del club. Anche il Milan ha vissuto esperienze simili in passato, come nel 2023 quando Stefano Pioli assunse un ruolo più attivo nel mercato senza la presenza di un direttore sportivo. Questi esempi sottolineano l’importanza di una chiara visione strategica e di un forte allineamento tra il manager e la dirigenza. Il successo di Amorim in questa nuova veste dipenderà dalla sua capacità di costruire relazioni efficaci e di guidare il Milan verso obiettivi condivisi.


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