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Il Milan deve scegliere tra Pochettino, Glasner e Jaissle per la nuova panchina

La Curva Sud di Milano al secondo anello blu di San Siro, con bandiere e striscioni, mentre i tifosi sostengono la squadra durante un’importante partita.

Il futuro della panchina del Milan: una scelta cruciale tra esperienza, pragmatismo e innovazione per una squadra in cerca di identità.

La situazione attuale del Milan presenta molte sfide, con l’inevitabile pressione di dover riprendersi da una stagione difficile e una struttura societaria ancora in via di definizione. La scelta del nuovo allenatore è cruciale non solo per il nome, ma per il ruolo che dovrà ricoprire. La squadra ha bisogno di identità, stabilità e una direzione tecnica chiara. Con Massimiliano Allegri ormai lontano dalla panchina rossonera, il club sta valutando tre profili distinti: Mauricio Pochettino, Oliver Glasner e Matthias Jaissle.

Mauricio Pochettino: esperienza internazionale con un occhio ai giovani

Mauricio Pochettino è forse il nome più noto tra i candidati, grazie alla sua esperienza a livello internazionale. Ha guidato squadre di prestigio come l’Espanyol, Southampton, Tottenham, PSG e Chelsea, oltre alla Nazionale degli Stati Uniti. La sua carriera è caratterizzata da una capacità unica di lavorare con gruppi tecnici e giovani giocatori, anche se spesso non è riuscito a tradurre questa competitività in trofei. Al Tottenham, ad esempio, ha raggiunto una media di 1,84 punti a partita in 293 incontri, mentre al PSG ha toccato i 2,15 punti di media. I suoi successi in Francia, sebbene significativi, non hanno avviato un ciclo vincente duraturo. Al Chelsea, la sua media di 1,78 punti a partita ha lasciato un segno meno evidente. La sfida per Pochettino al Milan sarebbe quella di coniugare il suo approccio con risultati tangibili.

Oliver Glasner: stratega del successo e della concretezza

Oliver Glasner è un allenatore che potrebbe offrire al Milan concretezza e una struttura solida. Con una carriera iniziata nel 2012, ha costruito il suo percorso con dedizione e lavoro costante. Al LASK, ha ottenuto una media di 1,97 punti a partita e ha vinto l’Erste Liga. Al Wolfsburg e all’Eintracht Francoforte, ha mostrato una solida continuità, vincendo persino l’Europa League con i rossoneri tedeschi. Glasner ha dimostrato la capacità di massimizzare le risorse a disposizione, portando un club come il Crystal Palace a vincere tre trofei, un’impresa notevole per un club non abituato a successi regolari. La sua filosofia di struttura, transizioni e intensità potrebbe essere ciò di cui il Milan ha bisogno per risollevarsi.

Matthias Jaissle: la giovane scommessa con un potenziale intrigante

Matthias Jaissle, il più giovane dei tre candidati, offre un profilo di innovazione e dinamismo. Dal 2021, ha dimostrato ottime capacità con una media di 2,12 punti a partita al Liefering e 2,28 al Salisburgo. All’Al-Ahli, ha mantenuto un rendimento elevato con 2,15 punti di media. Nonostante la sua giovane età, ha già vinto diversi campionati e coppe, mostrando un forte potenziale. La sua esperienza nei contesti RedBull, con una filosofia basata su intensità, verticalità e calcio aggressivo, potrebbe adattarsi perfettamente a un Milan in fase di ricostruzione, soprattutto se supportato da una struttura adeguata. Tuttavia, senza un contesto solido, la sua nomina potrebbe rappresentare una scommessa rischiosa per il club rossonero.


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