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Zlatan Ibrahimovic fatica a portare risultati al Milan come dirigente
Il ruolo crescente di Zlatan Ibrahimovic nelle decisioni strategiche del Milan mette in luce sfide e contraddizioni nella gestione del club.
Il Milan vive un periodo di transizione in cui il ruolo di Zlatan Ibrahimovic si sta facendo sempre più centrale nelle dinamiche interne della società. Dopo una carriera da calciatore straordinaria, lo svedese ha deciso di intraprendere un nuovo percorso professionale come Senior Advisor di RedBird, con l’obiettivo di influenzare le scelte strategiche del club. Tuttavia, le sue recenti decisioni stanno generando dibattito e perplessità tra i tifosi e gli addetti ai lavori. La figura di Ibrahimovic, dotata di un carisma indiscusso, si confronta ora con la complessità della gestione di una società calcistica di alto livello.
Ibrahimovic e le scelte discutibili: un bilancio difficile da difendere
Ibrahimovic ambisce a costruire un nuovo Milan con la sua visione, ma il bilancio delle sue scelte finora non è incoraggiante. Quando ha appoggiato l’arrivo di Paulo Fonseca come allenatore, la mossa si è rivelata un fallimento, culminando con l’esonero del tecnico a dicembre. Anche il progetto Milan Futuro, che avrebbe dovuto rappresentare un passo decisivo verso il rinnovamento, ha visto l’esonero di Daniele Bonera e la retrocessione dell’U23 rossonera. Inoltre, la figura di Kirovski, scelto come direttore sportivo, ha suscitato critiche, anche se è previsto un rinnovo con il club. Queste decisioni riflettono un quadro complessivamente negativo, evidenziando le difficoltà di Zlatan nel tradurre la sua visione in risultati concreti.
Tensioni interne e il paradosso Rangnick
Le difficoltà non si fermano qui. Ibrahimovic ha sostenuto investimenti significativi, come l’acquisto di Morata e Gimenez, ma la coppia non ha dato i frutti sperati, segnando meno di 20 gol in totale. Inoltre, sul mercato, ci sono state tensioni nello spogliatoio causate dalle presunte chiamate di Ibrahimovic alle spalle di Massimiliano Allegri, creando instabilità e indebolendo la posizione dell’allenatore. Mentre il Milan cerca di ripartire, Andoni Iraola, una delle prime scelte di Ibrahimovic per la guida tecnica, sembra essere sfumata, riaprendo la pista che porta a Ralf Rangnick. Questo rappresenta un paradosso, poiché Rangnick è noto per voler avere il controllo totale, proprio come Ibrahimovic desidera. Il rischio è che il Milan possa pagare caro queste dinamiche interne, con la necessità urgente di ritrovare una direzione chiara e vincente.