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Il Milan potrebbe passare dal 3-5-2 al 4-3-3 per i problemi degli esterni
L’AC Milan di Massimiliano Allegri potrebbe rivedere la strategia tattica adottando un modulo più offensivo per migliorare la prestazione sulle fasce.
In casa Milan, il tema più discusso è il possibile cambio di modulo. La squadra allenata da Massimiliano Allegri sta considerando di passare dal 3-5-2 al 4-3-3, un sistema di gioco più offensivo e potenzialmente imprevedibile. Questa transizione è motivata da vari fattori, tra cui la forma attuale degli esterni, che nel 3-5-2 sono fondamentali per il successo della squadra. In particolare, le prestazioni di Alexis Saelemaekers e del giovane Francesco Bartesaghi non sembrano essere all’altezza delle aspettative, influenzando negativamente l’efficacia del modulo attuale.
La forma di Saelemaekers solleva dubbi sull’efficacia del 3-5-2
Alexis Saelemaekers aveva iniziato la stagione con grande energia, mostrando capacità sia in fase difensiva che offensiva. Tuttavia, con il passare delle partite, la sua brillantezza è andata scemando. Gli errori tecnici, specialmente nei passaggi, e la mancanza di lucidità nelle scelte sono diventati evidenti. Non riesce più a eseguire i dribbling necessari per creare superiorità numerica, un aspetto cruciale nel ruolo di esterno. Questa situazione potrebbe portare Allegri a preferire Athekame al belga nella prossima partita contro l’Udinese. La difficoltà di Saelemaekers a mantenere un alto livello di prestazione è un chiaro segnale della necessità di un cambio tattico.
Bartesaghi e la mancanza di audacia sul campo
Anche Francesco Bartesaghi sta incontrando difficoltà simili. Nonostante il talento del giovane classe 2005, la sua mancanza di intraprendenza è evidente. Predilige soluzioni semplici, come passaggi all’indietro, invece di tentare giocate offensive. La sua riluttanza a prendere l’iniziativa limita le opzioni offensive del Milan, poiché raramente tenta il cross o il tiro. Questo approccio prudente contrasta con le necessità del 3-5-2, un modulo che richiede esterni pronti a spingere e a creare azioni pericolose. La timidezza di Bartesaghi potrebbe spingere la dirigenza milanista a riconsiderare l’efficacia del modulo attuale e a valutare alternative più dinamiche come il 4-3-3.