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Gli errori arbitrali in Serie A sono ancora troppi e il VAR non basta a evitarli
Come il calcio moderno deve affrontare le sfide arbitrali e tecnologiche per mantenere l’integrità del gioco e garantire una competizione equa.
Il campionato di Serie A di quest’anno è stato caratterizzato da una serie di errori arbitrali che hanno sollevato discussioni riguardo all’uso e all’efficacia del VAR. Nonostante il VAR sia stato introdotto per ridurre gli errori sul campo, le decisioni discutibili continuano a suscitare polemiche. Un episodio recente ha visto l’espulsione di Kalulu del Milan a causa di una simulazione da parte di Bastoni, portando nuovamente alla ribalta la questione della soggettività nelle decisioni arbitrali. Massimiliano Allegri, attuale allenatore del Milan, ha espresso in conferenza stampa la necessità di ridurre gli errori nelle situazioni oggettive, facendo affidamento sulla tecnologia.
La sfida dell’oggettività e soggettività nelle decisioni arbitrali
La tecnologia, come il VAR, ha diminuito significativamente la percentuale di errori, ma il calcio rimane uno sport complesso, con infinite variabili che rendono difficile l’oggettivazione totale delle decisioni. Il protocollo VAR interviene solo in caso di “chiaro ed evidente errore”, una definizione che lascia ampio margine all’interpretazione. Allegri sottolinea che, mentre la tecnologia può aiutare nelle situazioni oggettive come il fuorigioco o il gol/non gol, molti aspetti restano soggettivi. La questione dei falli di mano, ad esempio, evidenzia come sia complicato definire una posizione congrua quando l’infrazione non è palese. Questo porta a situazioni paradossali, dove la coerenza delle decisioni può variare da partita a partita, come evidenziato dai casi di Dimarco contro la Cremonese e Koopmeiners contro la Lazio.
La necessità di evoluzione e trasparenza nel mondo arbitrale
Per migliorare la situazione attuale, è fondamentale che tutti gli attori coinvolti facciano un passo indietro. I tifosi e i giornalisti dovrebbero comprendere meglio il regolamento, mentre il mondo arbitrale deve evolversi oltre le “indicazioni interne” comunicative. L’esigenza di un vedemecum chiaro e accessibile è pressante, e l’IFAB deve lavorare per una maggiore chiarezza. Parallelamente, il calcio moderno, influenzato dalle esigenze delle TV e del mercato, ha visto modifiche regolamentari per favorire lo spettacolo. Tuttavia, questo non deve avvenire a scapito dell’integrità del gioco. Gli episodi come l’espulsione di Kalulu, che ricorda quella di Tomori l’anno scorso, dimostrano che ci sono tutti i mezzi per evitare errori simili. È cruciale che le istituzioni calcistiche ed arbitrali siano all’altezza delle aspettative, per preservare la fiducia dei tifosi, pilastro fondamentale dello sport.
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