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A Giroud manca il Milan
Olivier Giroud, ex attaccante del Milan ora al LAFC, in un’intervista a ‘Le Parisien’ esprime la sua nostalgia per gli anni in rossonero.
Olivier Giroud, l’ex centravanti rossonero oggi in forza al Los Angeles FC, non ha mai nascosto il suo profondo affetto per il Milan, club che ha segnato una tappa fondamentale della sua carriera. Arrivato a Milano nell’estate del 2021 a 35 anni, il francese ha conquistato i tifosi con gol pesanti e un carisma fuori dal comune, contribuendo in modo decisivo alla vittoria dello Scudetto nel 2022. Anche dopo il trasferimento in MLS, Giroud continua a parlare del Milan con nostalgia e orgoglio, dimostrando quanto quell’esperienza lo abbia segnato. In recenti interviste, rilasciate a testate come Le Parisien e L’Équipe, ha espresso riflessioni che spaziano dal suo passato in rossonero alle prospettive future del club, toccando temi come la leadership e la competitività.
Giroud: “La Serie A è il campionato migliore, e vincere lo Scudetto col Milan è stato incredibile”
In un’intervista a Le Parisien, Giroud ha ricordato con emozione i suoi anni milanesi: “Giocare per il grande Milan e vincere lo Scudetto è stato incredibile. Ho trascorso nove anni bellissimi in Inghilterra, ma difficilmente potrei trovare un posto migliore della Serie A, il grande Milan con lo Scudetto nel 2022. Sono stato estremamente orgoglioso di difendere i suoi colori per tre anni”. Queste parole sottolineano non solo il valore sportivo del trionfo, ma anche il legame personale con una tifoseria appassionata e un club storico, che considera tra i più prestigiosi al mondo. Ha poi elogiato la Serie A, definendola “il campionato migliore di tutti”, un riconoscimento che riflette la sua ammirazione per il calcio italiano.
L’analisi di Giroud: “Il Milan fatica perché è assente Paolo Maldini”
In un altro passaggio, stavolta a L’Équipe, Giroud ha analizzato le difficoltà recenti del Milan: “Mi dispiacerebbe vedere il Milan passare inosservato per qualche istante, la Juventus è molto brava in questo sport. A mio modesto parere, il Milan non era competitivo perché mancava una persona alla guida del club: quella persona era Paolo Maldini”. Qui emerge una critica velata alla gestione attuale, con un riferimento chiaro all’importanza di figure carismatiche come Maldini. Le sue parole, cariche di affetto e preoccupazione, testimoniano un attaccamento che va oltre il campo, quello di un campione che resta milanista nel cuore.

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