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Milan, il pensiero del QS: gli alti e bassi di Conceiçao e il paragone con Fonseca
Il Milan, a fine dicembre, ha deciso di esonerare il tecnico ex Roma per svoltare la stagione, ma il suo successore non ha fatto meglio
Il Milan si è separato con Paulo Fonseca dopo il pareggio per 1-1 proprio contro l’ex squadra del tecnico portoghese, ovvero la Roma. La sua avventura non si può di certo considerare positiva, anche se la vittoria nel derby dopo sei sconfitte consecutive nella stracittadina e il successo a Madrid rimarranno nel cuore dei tifosi rossoneri. Con la scelta di Conceiçao, la dirigenza pensava di aver imboccato la strada giusta, con la Supercoppa come chiave di volta della stagione. Dopo poco più di un mese, però, il Diavolo è rimasto con soli due obbiettivi da centrare: il quarto posto come priorità e la vittoria della Coppa Italia dopo 23 anni di astinenza.
Il simbolo della discontinuità: Rafa Leao
Il rendimento rossonero, fatto di tanti bassi e pochi alti, è il leitmotiv della stagione del Diavolo, mai veramente continuo nel 2024-2025. Il simbolo di questo andamento sinusoidale è Rafa Leao che, con entrambi gli allenatori, non sembra aver trovato la connessione giusta. Con Fonseca, il rapporto si è deteriorato dai primi momenti (l’ammutinamento di Lazio-Milan è arrivato alla terza giornata), mentre con Conceiçao è arrivato poco dopo l’inizio positivo, con l’ala sinistra finita spesso in panchina nelle ultime settimane. Il numero dieci rossonero è stato messo in discussione come mai era successo con Pioli e le sue prestazioni ne hanno risentito. Rafa non è più intoccabile: a 26 anni, ormai, il popolo rossonero gli chiede il definitivo salto di qualità.
L’analisi del Quotidiano Sportivo
Il Quotidiano Sportivo ha analizzato a fondo il cambio in panchina avvenuto a cavallo del nuovo anno e ha mostrato come la svolta non sia assolutamente arrivata. Il confronto tra le ultime 15 gare della gestione Fonseca e le prime 15 partite di Conceiçao (in tutte le competizioni), vede un vantaggio per l’attuale tecnico del Lione a livello di media punti. È vero che l’ex Porto ha conquistato un trofeo, ma un club come il Milan non può accontentarsi di una Supercoppa per salvare una stagione. Il cambio al timone della squadra rossonera non ha giovato al cambiamento in positivo dell’annata del Diavolo, come si evince dal paragone messo in piedi dal quotidiano; Conceiçao ha tre mesi per far ricredere tutti gli scettici sul suo operato.

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