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“Una legge contro le proprietà come quelle del Milan”, volano parole grosse: la “proposta” fa discutere
La critica al Milan e alla sua proprietà diventa sempre più forte. L’ultima accusa è decisamente forte, così come la suggestiva proposta.
Il Milan sta attraversando un periodo di grande difficoltà in campionato, con prestazioni altalenanti che non riescono a soddisfare le aspettative della dirigenza e dei tifosi. La squadra, che ha faticato a trovare continuità, ha visto la posizione di Paulo Fonseca tornare sotto esame. Le voci su un possibile esonero del tecnico si fanno sempre più insistenti, aumentando la pressione su tutto l’ambiente rossonero.
La critica nei confronti del tecnico e delle scelte della società si fa sempre più accesa. Fonseca è accusato di non riuscire a tirare fuori il meglio dalla squadra, e il suo approdo al Milan sembra essere sempre più in bilico. I tifosi e i media esprimono dubbi sul suo operato, alimentando una discussione che sta scuotendo le fondamenta del club.
L’accusa durissima al Milan
A infiammare ulteriormente il dibattito arriva una proposta clamorosa e che è destinata a far discutere e accendere ancora di più il clima attorno al Milan. Un’idea che si sposa però perfettamente con il dissenso dei tifosi rossoneri che nelle ultime settimane stanno assistendo a prestazioni e risultati ben al di sotto delle aspettative stagionali. La classifica piange e il malumore aumenta a dismisura.
Una legge contro le proprietà straniere?
Durante la trasmissione “Pressing”, ospiti come Massimo Mauro, Carlo Pellegatti e Sandro Sabatini hanno toccato il nervo scoperto delle proprietà straniere nell’ambito calcistico nazionale. Il dialogo ha evidenziato una percezione di disconnessione tra i proprietari stranieri e la cultura calcistica italiana. Pellegatti, in particolare, ha sottolineato l’assenza di comunicazione da parte di Gerry Cardinale, proprietario del Milan, nota riconosciuta per la mancanza di interazioni dirette e limitata a semplici interviste mediate. L’intervento di Mauro ha poi introdotto un elemento di provocazione, chiedendosi se non sia il caso di limitare legalmente l’acquisto di società calcistiche italiane da parte di entità straniere, in particolare cinesi e americane. Ha affermato infatti: “Se fanno una legge che vieta agli stranieri, cinesi e americani, di acquisire le società italiane io la firmo”. Seppur riconoscendo l’anacronismo di tale proposta, Mauro riflette su come tale misura potrebbe rispondere ad una crescente preoccupazione per l’identità e l’autonomia del calcio nazionale di fronte a capitali esteri.

Comunicazione e coesione: la sfida del Milan
La critica non si è fermata alla mera questione della proprietà. Sabatini ha additato un vero e proprio problema di comunicazione interna al Milan, descrivendo la società, l’allenatore e i giocatori come “tre isole” che operano in autonomia senza una condivisione di obiettivi e strategie. Questo scenario solleva interrogativi sulla sinergia necessaria per costruire un progetto sportivo vincente.
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